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Quella targa all’aeroporto di Comiso ha il sapore del riscatto

 

di Santo Della Volpe

Oggi possiamo dirlo: anche una firma vale, quando l’obiettivo da raggiungere è possibile e giusto. Così è accaduto per le più di 30mila firma raccolte in poco tempo su Change.org per reintitolare l’Aeroporto di Comiso a Pio La torre, il dirigente del Pci che fu protagonista della mobilitazione contro le armi nucleari a Comiso degli anni ’80 e che nel 1982 fu poi ucciso dalla mafia, per la sua battaglia per la confisca dei beni ai mafiosi e il reato, da introdurre nel codice penale, dell’associazione a delinquere di stampo mafioso .

Un ritorno di Pio La Torre, al quale il 30 aprile 2007, nell’anniversario dell’assassinio, fu già intitolato quell’aeroporto, ma al quale, con una azione che ha avuto il sapore dello sfregio, la ex amministrazione comunale di centro-destra di Comiso, tolse il nome dall’aeroporto , esattamente un anno dopo. E se oggi il nome di Pio La Torre torna a Comiso è perché, dopo la promessa del nuovo sindaco di centro sinistra mantenuta con una apposita delibera, sono stati i cittadini italiani, con la firma della petizione promossa da Articolo21, Libera Informazione e Centro Pio La Torre su Charge.org. In pochi giorni si sono superate le 30mila firme, dando una spinta notevole a questo atto di “riparazione” nei confronti di Pio La Torre. Un atto dovuto, ma che si è scontrato con molte difficoltà perché la battaglia per la legalità, che vive anche di simboli, è ancora difficile in alcune zone d’Italia; soprattutto là dove le mafie possono contare su alleati sia negli affari che nella visione della vita, del mondo, della legalità.

Già in passato c’era stato addirittura chi aveva tentato di togliere all’Aeroporto di Punta Raisi, a Palermo, l’intitolazione a Falcone e Borsellino dicendo che “portava male”. Come se vedere quei nomi di uomini morti per le proprie idee ed azioni giudiziarie di legalità e per questo uccisi dalla mafia, non fosse invece un segno di rinascita, oltre che di memoria. La dimostrazione di un riscatto di Palermo e della Sicilia. Evidentemente per alcune forze politiche e personaggi del mondo degli affari, quei nomi danno ancora fastidio, per come sono ricordati e per come sono diventati simboli e stimolo di legalità per tanti giovani e tante persone.

Lo stesso percorso è stato tentato per Pio La Torre: ma l’evento di questi giorni, quella targa che torna all’aeroporto di Comiso ha il sapore di un riscatto e di una memoria che vince su chi vuole creare divisione, sulla pelle delle persone morte per mano mafiosa. Ed è anche la dimostrazione di quanto sia importante la mobilitazione di tanti cittadini italiani, con una firma ed una adesione, usando i nuovi media ed i vecchi metodi, sempre attuali: la partecipazione.

Da liberainformazione.org

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