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“Condannato a morte” – di Giovanni Adducci

 
Fino a che punto per una società civile può essere lecito punire i reati più gravi con la pena capitale? Giovanni Adducci, ingegnere meccanico esperto di storia dell’America del Novecento, nel suo libro Condannato a mortepubblicato da Editori Internazionali Riuniti, prova a rispondere a questa domanda attraverso un dettagliato panorama storico e tecnico sull’applicazione della pena capitale.

“L’autore ci parla della storia della pena di morte, analizza i controversi aspetti religiosi a essa legati, elenca le diverse tecniche di esecuzione, dalle più antiche a quelle tuttora utilizzate in diversi paesi del mondo, senza però tralasciare il lato umano, al quale anzi dedica ampio spazio nel tentativo di comprendere ciò che sta dentro l’uomo e come questa pratica – la morte utilizzata come pena – coinvolga tutti, a diversi livelli.”, scrive nella prefazione Arianna Ballotta, Presidente della Coalizione Italiana contro la Pena di Morte Onlus.Tra le fonti d’ispirazione di questo lavoro vi è un testo raro, l’autobiografia dell’esecutore Robert Greene Elliot, pubblicata nel gennaio 1940 e poi tolta dalla circolazione. Si tratta di una testimonianza di prima mano, attendibile, di una varietà di percorsi più o meno dignitosi, ma tutti drammatici, dell’ultimo miglio verso l’esecuzione (uomini morti in marcia).

Alle biografie dei condannati si aggiungono i rapporti e i dati statistici concessi generosamente dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Coalit (Coalizione italiana contro la pena di morte), dall’associazione italiana Nessuno tocchi Caino e da importanti istituti d’arte e cultura italiani, materiale che rende questo testo un’opera fra le più complete tra quelle scritte di recente nel nostro paese su questo argomento.
“Questo libro entra con coraggio dentro una delle contraddizioni del nostro tempo, che il nostro tempo ha ereditato, ma che non sa risolvere. Perché non sa scegliere qual è la soglia minima della nostra civiltà contemporanea. Questo libro non diminuisce, ma aumenta il nostro senso di giustizia. Una giustizia senza vendette e senza cose di cui vergognarsi.” (Mario Marazziti, Saggista, editorialista e Presidente del Comitato per i Diritti Umani della Camera dei Deputati)

Giovanni Adducci, ingegnere meccanico nato nel 1954, vive e lavora a Roma, dove insegna discipline tecnologiche e aeronautiche presso un istituto superiore statale. Esperto di storia e cronaca riguardante l’America del Novecento, ha già pubblicato: Il mistero di una fuga: Alcatraz 1962 (Serarcangeli Editore, Roma 2002), Sacco e Vanzetti: colpevoli o innocenti? (Serarcangeli Editore, Roma 2003), Io ti dichiaro morto! La pena di morte nel mondo e nel tempo (Edizioni Associate, Roma 2004), Sacco e Vanzetti: una storia infinita (Edizioni Associate, Roma 2005).

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