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Spese di governo e spose di santa Rita

 

Le notizie top d’oggi spaziano dall’italicum passato alla Camera e, attraverso i patemi d’animo dell’italicum premier pregiudicato, giungono ai consueti patè d’animelle dell’eatalycum capo di governo. Ben venga, pertanto, quella notiziola proveniente da Cascia, terra di santa Rita. Non già in quanto “santa degli impossibili” ché mi parrebbe pur blasfemo rivolgermi a lei per intercedere sull’impossibile  s(S)tato del nostro Paese: quellilì non se lo meritano! Bensì perché nel monastero di Cascia le umilissime suore hanno trovato il modo di fare felici centinaia di donne nel giorno più bello della loro vita e senza spendere un centesimo (a differenza di quellilì che nonostante i miliardi  che abbiamo speso per loro, distribuiscono solo lacrime e sangue). Ebbene, siccome molte spose che possono ancora spendere migliaia d’euro per l’abito di quel sol giorno lo offrono poi in ex voto a santa Rita, quelle suore a loro volta l’offrono alle donne che potrebbero permettersi manco uno da pochi euro. Arrivano richieste perfino da oltre oceano che le suore soddisfano inviando le foto degli abiti: è il global dei benefici, a differenza di quello dei quellilì che ha giusto mostrato la sua faccia più malefica. 

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