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Benedetti forconi! Il caffè del 12 dicembre

 

I forconi servono a molti. A Berlusconi per dimostrare che il governo è alle strette, a Grillo per gridare “vergogna” ai politici, e ai gruppetti fascisti per esistere e uscire dalle curve degli stadi tentando la piazza politica.

“Palazzi bollenti: Forconi in Parlamento” giubila il Giornale. Repubblica, invece, sceglie per il suo titolo più importante l’affondo di Letta che ha detto alle Camere di non volere i voti dei “populisti” e ha condannato chi incita le forze dell’ordine a schierarsi contro le istituzioni. “Rissa in aula sulla protesta dei forconi. Letta sfida Grillo:  Basta caos”. “Riforme e sfida a Grillo”, scrive il Corriere. E la Stampa “Letta contro M5S e FI:  Basta blandire le minoranze”. Sotto il giornale torinese maramaldeggia, accoppiando una foto (ridicola) a un progetto (forse) eversivo. “Ora i forconi vogliono marciare su Roma”, recita il titolo. Come? Ecco la foto:  “Danilo Calvani, capo dell’ala dura (dei forconi che) mostra il tricolore a bordo di una Jaguar”.

Così va il mondo. Ieri quando, durante il dibattito sulla fiducia in Senato, ho visto quella fotografia e intanto ascoltavo gli interventi di Forza Italia inneggiare alla rivolta dei forconi, ho pensato che, dopotutto, quelli che gridavano in piazza erano proprio i figli traditi di Berlusconi. Quelli che avevano creduto nel miracolo neo liberista, che avevano contato sul lassismo fiscale e sulla teoria che la crisi fosse poco più di un problema psicologico. Poi un giorno tutti costoro si sono svegliati pieni di debiti, con costi troppo alti per poter mantenere la loro attività e il vecchio sogno ormai in pezzi. Tuttavia proprio Forza Italia ora soffia sulla rivolta, sperando di lucrare da questo un dividendo politico. Ho provato a dire, ieri in Senato, al Premier Letta che i populismi sono tanto più pericolosi quando riescono a spingere i “difensori delle istituzioni” dentro i palazzi del potere, trasformati in fortino e dai quale non si riesce più a uscire come per un incantesimo, come nell’Angelo sterminatore di Bunuel. Ecco il punto. Proteste come quella che si sta dispiegando in queste ore sono proteste omnibus, senza obiettivi precidi, più sintomo che richiesta e a dargli corda si rischia davvero di essere corrivi, calabrache e di apparire grotteschi. Ma andrebbero prevenute, riformando l’amministrazione pubblica e il sistema fiscale, e combattute politicamente, andando in piazza, spiegando, polemizzando, isolando i mestatori. L’anatema pronunciato da Letta davanti alle Camere, il richiamo ai poliziotti perché non si tolgano più il casco, da soli, rischiano di essere sintomo di una debolezza.

“Letta con il forcone ottiene la fiducia e sfida Renzi sulla legge elettorale”, scrive il Foglio, e insinua che il premier intenda usare gli Unni (i forconi) alle porte di Roma per prendere tempo sulla questione legge elettorale. Per Ferrara Renzi, che ieri si è incontrato con Napolitano, rischia di finire impigliato nella rete dei rinvii e nella melassa neo dorotea Letta-Alfano.

Sulla stessa lunghezza d’onda, Il Fatto contrappone, però, un Letta che non mantiene gli impegni a un Renzi, pirotecnico. “Il nuovo inizio di Letta (ovvero) i soldi ai partiti restano”.  Invece “Il leader M5S accusa Renzi che replica: Ti rispondo nei prossimi giorni con una sorpresina che ti sto preparando”.

Infine, scusate, ma mi diverto. La rivista Time ha scelto Papa Francesco come “persona dell’anno” scontentando filosofi e sapienti, secondo cui si tratterebbe di un equivoco: gli Americani non devono aver capito. Scrive Novak sul Corriere, “Chiunque voglia commentare le tematiche economiche di Evangelii gaudium dovrebbe tener presente, sin dall’inizio, che questa esortazione non intende trasmettere le opinioni del Pontefice in materia di politica economica, ma semplicemente una serie di consigli e ammonimenti pastorali”.

E allora? Quali che siano le intenzioni di Papa Bergoglio, la stampa e l’opinione pubblica mondiale hanno il diritto di interpretarle, quelle parole, per dire cosa, a loro avviso, significhino hic et nunc. Miei cari filosofi, anche questo rientra nel libero arbitrio.

Da corradinomineo.it

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