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Se l’agente di custodia è anche lui un detenuto

 

Calabria, cuore della ‘ndrangheta, una delle più pericolose organizzazioni criminali del mondo. In Calabria le carceri sono tredici, 2.650 i detenuti, almeno 900 gli affiliati alle cosche. A Catanzaro un nuovo padiglione non può essere aperto: manca il personale. E così a Paola, anche lì manca il personale. Il nuovo istituto di Arghillà, dopo ben 25 anni di lavori è stato inaugurato. 200 detenuti, può arrivare fino a 700, il problema, dicono i sindacati della polizia penitenziaria, è che dei 40 agenti assegnati, dieci non hanno mai raggiunto la sede. E carenza di personale a Locri, a Palmi, a Rossano…    Non solo in Calabria. L’organico della polizia penitenziaria prevede che gli agenti siano circa 45mila. In servizio ce ne so o 38.500. Con i distacchi e le varie assegnazioni in sedi che non sono le carceri, se ne vanno altri quattromila agenti circa….ogni anno, dicono i rappresentanti della polizia penitenziaria, l’organico diminuisce, per ragioni fisiologiche di almeno 800 unità, solo in parte rimpiazzate.    Ecco dunque che per assicurare la necessaria sicurezza, molti padiglioni sono chiusi, e in altri si vive stipati come sardine; gli agenti devono sottoporsi a turni massacranti,  saltano ferie e riposi, la notte  da soli sorvegliano interi padiglioni; senza neppure la prospettiva di chissà quale guadagno: lo stipendio base oscilla tra i 1200 e i 1800 euro. Insomma: anche loro vivono e patiscono quotidianamente il degrado delle strutture carcerarie. Un indicatore emblematico è costituito dall’alto numero dei suicidi. Non solo tra i detenuti. Sono tanti anche gli agenti che si tolgono la vita, un numero impressionante : sei, sette, otto ogni anno. Il 2013 non e’ finito, e sia o già arrivati a sette. Dal Duemila all’interno del Corpo si sono consumati almeno un centinaio di suicidi.

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