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“l’ODG dovrebbe essere il traino del cambiamento, non il freno”. Cerrato (Casagit) risponde a Iacopino (ODG)

 

Ma dimmi tu se mi devo giocare io questo testa a testa con Iacopino… E invece, a quanto pare, è così che va a finire.
Allora caro Enzo, pochi temi e già ti anticipo che con questa risposta concludo. Vado per punti ma prima, permettimi, due “sassolini”. Le “parole pesanti” che tanto ti hanno sconvolto le ho lette sui blog, erano, più che pesanti gonfie di livore, fossero di altri o direttamente tue, come le cose che mi riferivi al telefono con grande chiarezza d’intenti, poco cambia, siamo alla forma, vorrei privilegiare la sostanza. Mi dispiace leggere il “vergogna” con il quale chiudi: se era per me sappi che non mi vergogno affatto di scrivere quello che penso, mi vergognerò quando pensero’ il contrario di ciò che dico, mai un solo istante prima.

Veniamo alla questione delle scuole: servono? Credo di “si'” anche se non assolvono da una mancata riforma dell’Ordine che stabilisca e attualizzi il “come” si diventa giornalisti. A chi servono? Vorrei servissero più agli allievi, e futuri colleghi, che ai loro docenti. Devono essere collegate in modo concreto al mondo del lavoro, non abbiamo bisogno di altre fabbriche di disoccupati. Su questo sei d’accordo? Spero di si’. Non ci sono capitoli separati, all’Ordine dei Giornalisti serve una riforma e deve riguardare anche il ruolo delle Scuole e dei Master. Le assunzioni in Rai dalla scuola di Perugia offrono un’occasione per discutere di un tema importante che riguarda tutti quelli che si occupano di dare tutele ai giornalisti italiani, ecco perché non mi sono trattenuto dall’intervenire. Danno una chiave di lettura per il futuro se hai, o meglio se abbiamo tutti, voglia di vederla. Un’azienda investe in una scuola, ha un merito in più rispetto a chi non lo fa; decide di utilizzare chi esce formato da quella scuola in via prioritaria, mette insieme un diritto naturale al merito già citato. Le regole attuali non favoriscono questo iter? Affrontiamo il dibattito su come vorremmo cambiarle. Chi lo può fare? Ordine, Sindacato, enti che si occupano di tutelare il mondo dei giornalisti, ex allievi di scuole che nonostante una buona preparazione non trovano sbocchi, tutti possiamo partecipare a questa mutazione necessaria e l’Ordine dei Giornalisti dovrebbe essere il traino, non il freno.

Sei d’accordo sulla proposta che faccio, cioè incalzare anche altri grandi gruppi editoriali a investire nel futuro di giovani che vogliono fare i giornalisti? Bene! A settembre organizza tu, come Presidente del nostro Ordine, un seminario sul tema. Contami già tra quelli interessati e disposti a lavorare. Peraltro saremo, in quell’epoca distante una manciata di giorni da oggi, in una fase importante del rinnovo del Contratto di lavoro. Quale periodo più azzeccato? Insomma caro Enzo, traina il carro, il dibattito e la sfida, cambia l’Ordine, riformalo, così non tiene più, dai un luogo al confronto sulle scuole e porta chiarezza nella nostra professione. Non perché divisa, come vuole un polveroso schema, tra professionisti e pubblicisti ma perché è arrivato il momento di affrontare le differenze tra chi fa un mestiere e chi ne fa un altro. Chiarito l’indirizzo generale da dare alle cose, e sei tu a dover dare il “la” non un altro, sarà anche piu’ facile scegliere come e dove prepararsi a fare una delle professioni più belle e sfidanti che restano.

* Presidente Casagit

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