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Comiso, ricomincia la battaglia per reintitolare l’aeroporto a Pio La Torre

 

Se ritorno a quell’estate del 2008, quando il Sindaco di Comiso, appena eletto, decise di togliere l’intitolazione dell’aeroporto a mio padre, Pio La Torre, ricordo di aver vissuto 45 giorni molto impegnativi. Dal giorno in cui il Sindaco e la Giunta comunale di Comiso approvarono la delibera di cancellazione sino a sabato 11 ottobre di quell’anno sembrava che il tempo, il mio tempo non passasse mai. E’ stato molto difficile riuscire a separare la ragione dai sentimenti e non sempre ci sono riuscito. L’importante è stato che quel sabato di ottobre piazza Diana a Comiso fosse piena di tante donne e tanti uomini, che avevano condiviso gli ideali nei quali mio padre ha creduto e per i quali ha sacrificato la sua vita e che intendevano riaffermare l’importanza che l’aeroporto, cui aveva legato le sue lotte per la pace e contro i missili nucleari, mantenesse il nome Pio La Torre. Vorrei ringraziare, in  quest’occasione, ognuna di quelle persone per la loro determinazione e coerenza, perché di loro c’è un grande bisogno, quando i valori che fondano la democrazia di un paese e la sua civile convivenza sono messi in discussione.

Oggi, dopo 5 anni, col cambio di maggioranza nel Comune di Comiso e con un nuovo Sindaco del centrosinistra, riprende la battaglia, forti di migliaia di firme, che hanno sottoscritto l’appello su Change.org  per intitolare, nuovamente a mio padre, l’aeroporto; appello lanciato dal Centro Pio La Torre, Libera Informazione e Articolo 21, che ringrazio per non aver smesso di credere nella giustezza di quella scelta, simbolo dell’impegno civile contro le mafie, per la pace, lo sviluppo, la democrazia. Adesso bisogna guardare avanti e far si che a queste firme si aggiunga la ferma volontà del popolo comisano e dei suoi amministratori, Sindaco in testa, volta a preservare valori e memorie che si vorrebbero cancellare, come avvenuto, negli ultimi anni, con Garibaldi, Gramsci e tanti altri, di cui tutte le persone civili e democratiche, che hanno a cuore l’Italia, sono orgogliose.

Mi piacerebbe che si desse vita ad un appuntamento annuale, ospitato in città diverse, che sono “vittime” della foga cancellatrice, per celebrare il Festival della Memoria, insieme a giovani, intellettuali, associazioni della società civile e tutti coloro che non vogliono farsi rubare quel patrimonio ideale, senza il quale l’Italia non esisterebbe. Perché non debba più accadere che la memoria degli italiani sia cancellata con un semplice atto amministrativo. Vorrei ringraziare quanti si sono dedicati generosamente all’organizzazione della raccolta di firme e tante donne e tanti uomini che si ritrovano, nel nome di Pio La Torre, contro le mafie, per la pace, lo sviluppo, la democrazia. Non tanto e non solo per commemorare mio padre, ucciso dalla mafia, insieme al suo amico e collaboratore Rosario Di Salvo, 26 anni fa, quanto perché siano riaffermati con forza gli ideali nei quali lui ha creduto ed ai quali ha dedicato la sua vita, sino all’estremo sacrificio: il progresso umano, la legalità, la democrazia, la solidarietà e la pace.

Ideali condivisi da tutte quelle persone – e sono state tante – che si sono sentite ferite dalla decisione dell’allora Sindaco di Comiso di togliere l’intitolazione a Pio La Torre dell’aeroporto.  Tutto questo perché l’aeroporto attuale di Comiso, da base militare deve diventare una struttura aeroportuale euro-mediterranea a servizio dello sviluppo di Comiso e della Sicilia, quale frutto delle lotte unitarie contro le mafie, per lo sviluppo e la pace.

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