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Datagate, grande orecchio, bocca chiusa

 
Strano paradosso: dopo tanto ascoltare, un silenzio di tomba. Emergono notizie sempre più inquietanti sulle intercettazioni delle comunicazioni di cittadini e istituzioni europee, ma gli Stati interessati dall’invasiva attività della NSA tacciono. Opportunamente il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha chiesto immediati chiarimenti e forti iniziative a tutela dell’Europa e delle libertà individuali così pesantemente messe in gioco dagli spioni globali. Anche in Italia, che pure in base alle ultime indiscrezioni della stampa internazionale non solo é stata territorio interessato alle intercettazioni, ma avrebbe anche collaborato attivamente con le agenzie USA, tutto tace. Del Datagate non si occupa l’Autorità teoricamente preposta (il Garante della privacy), non se ne occupa il Governo, responsabile delle attività dei servizi e della tutela dell’integrità del nostro sistema delle comunicazioni, non se ne occupa il Parlamento. Speriamo almeno che lo faccia la magistratura. Tanta parte della libertà di ciascuno di noi si gioca sui temi della riservatezza. Eppure a nessuno interessa. Fossero state intercettazioni di qualche potente pubblicate sui giornali, apriti cielo. E per favore non si dica anche da noi che é in gioco la sicurezza nazionale. Per contrastare la criminalità e il terrorismo ci sono strumenti consolidati, soggetti ad un puntuale vaglio di legalità della magistratura. Interpretazioni diverse sono solo cessione di sovranità nazionale fuori dalle regole dello stato di diritto.

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