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“La ragazza con il piercing al naso”. Racconti di Donne a Sud della Salute – di Rosetta Papa

 

Edizioni Albatros

La finalità di questo lavoro è tutta nel desiderio di condividere l’indignazione per quanto emerge dalla analisi dei dati che descrivono lo stato in cui vivono e ahimè muoiono tante donne campane.
Le informazioni che riporto sono ricavate da fonti scientifiche imparziali e autorevoli, studi che hanno come oggetto la donna, dall’istruzione allo stato occupazionale, dal carico di lavoro nella gestione familiare alla salute. Sistemando le tessere di questo ipotetico ma non allegro puzzle, l’insieme che ne risulta è allarmante. Già dai soli temi trattati più avanti si evince, che, quei diritti ritenuti acquisiti fino a qualche tempo fa, si sono via via indeboliti. La situazione attuale critica, se non addirittura drammatica, esige una presa di coscienza collettiva, del mondo politico e di quello della sanità, e non ultimo di quello dell’informazione. Ma sono soprattutto le donne ad essere chiamate ancora una volta a rivendicare il loro concreto e fondamentale ruolo nel quotidiano della comunità. Sono mobilitate per ribaltare, di nuovo, stereotipi stantii
riesumati proprio per minare quei diritti tanto faticosamente conquistati, lottando contro la ristrettezza e la colpevole incapacità di quanti vogliono escluderle da una visione moderna del mondo. Sono ormai troppe le emergenze taciute che attraversano la comunità femminile, tante le omissioni nella declinazione dei loro bisogni. Mi aiutano, in questa denuncia, le loro narrazioni, che traducono efficacemente l’astrazione del diritto negato nella concretezza di una violenza multiforme, quando non spietata. Le informazioni che propongo, sotto forma di riflessioni hanno esclusivamente questo scopo: informare, fornire spunti di approfondimento, stimolare la ricerca e la lettura di fonti bibliografiche in cui trovare analisi esaustive di alcuni temi qui solo accennati. Le donne possono e devono riprendere l’esercizio della condivisione, della partecipazione, sia dei bisogni che degli obiettivi, rigorosamente trasversale alle generazioni. Ora più che mai è indispensabile concepire non solo nuovi linguaggi ma soprattutto architettare moderni ambiti di confronto, aggiornati ai tempi, appropriati ai cambiamenti e alle rinnovate strategie che le sfide di oggi impongono. È ormai chiaro che le donne campane sono penalizzate per il solo fatto di nascere in questa meravigliosa e tanto offesa regione. Non è più e solo una questione di pari opportunità, quanto piuttosto una questione di dignità, di sopravvivenza, di riscatto. Se la povertà, la disoccupazione, la precarietà e la malattia continueranno a essere lo scenario entro cui nascono e vivono, le donne campane non potranno mai esprimere il loro vero potenziale e trasformarsi in risorsa strategica per lo sviluppo economico, sociale e civile della propria terra.

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