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Calabria. Il giudice Cisterna: “Io persecutore? No, vittima”

 

Il giudice chiederà al Procuratore Generale provvedimenti disciplinari contro i giornalisti. Piero Sansonetti: niente querele, si rivolga a Ordine Giornalisti. Quello della Calabria si dice non competente

L’articolo di Michele Inserra, giornalista del Quotidiano della Calabria che ha denunciato sul suo giornale di essere stato investito da una pioggia di querele intimidatorie del magistrato Alberto Cisterna, ha suscitato la solidarietà del CdR del suo giornale e alcune reazioni polemiche, in particolare dello stesso Cisterna e del giornalista Piero Sansonetti.

La replica del giudice Cisterna è stata pubblicata dal “Quotidiano della Calabria”. Il magistrato respinge le accuse di Inserra, annuncia che insisterà nelle querele per diffamazione  e che informerà degli sviluppi della vicenda “il Procuratore generale di Catanzaro competente per i procedimenti disciplinari a carico dei giornalisti calabresi”.

“Il mio atteggiamento – afferma – sarà tenuto fermo nei confronti non soltanto del dottor Inserra, con quale non ho mai ingaggiato una battaglia personale, ma con tutti i giornalisti che sono stato costretto a querelare. Cerco tutta la verità, non vendette. Lo devo alla mia famiglia, a me stesso, ai miei amici, a quanti, e non sono pochi, in questi anni si sono affidati al mio scrupolo e alla mia correttezza”, afferma

Cisterna contesta innanzitutto il conteggio delle querele tenuto da Inserra (“non sono 14, ma forse la metà; i rinvii a giudizio a suo carico sono 3 e non 4, di cui solo uno (e non due) deriva da imputazione coatta; le archiviazioni sono 2 e non 8”). Il magistrato nega di avere avuto un atteggiamento persecutorio, ma una reazione “inevitabile” di fronte a quella che così definisce: “Una vera e propria campagna di stampa organizzata con l’obiettivo di colpirmi al di là dei fatti e della verità” a base di “falsità” e di “informative di polizia (…) anch’esse talvolta trapuntate di menzogne”.

In particolare Cisterna punta il dito su un articolo di Inserra del 2011 in cui egli fu indicato come beneficiario di viaggi di piacere a luci rosse pagati da un soggetto, poi, accusato di gravi reati. Notizia successivamente definita falsa dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

“Ho già detto pubblicamente – scrive il magistrato – che avrei denunciato tutti coloro che si sono fatti coinvolgere in una campagna di stampa, lo ripeto, tesa alla mia distruzione e cadenzata sempre con sapienza per condizionare chi avrebbe dovuto prendere decisioni a mio riguardo”.

“Mi auguro – aggiunge – che dinnanzi al giudice l’imputato Inserra faccia il nome di tutti quelli che gli hanno passato polpette avvelenate come quella dei ‘viaggi di piacere’ ”.

SANSONETTI – “Caro Cisterna, rinuncia alla querela”, ha scritto il direttore di Calabria Ora, Piero Sansonetti. Secondo Sansonetti, la querela contro i giornalisti va sempre evitata poiché è uno strumento offensivo e ha un risvolto intimidatorio. Bisogna invece chiedere all’Ordine dei Giornalisti di sanzionare comportamenti deontologicamente scorretti.

Sansonetti concorda con Cisterna nel definire gli articoli di Inserra “parte di una campagna orchestrata da qualcun altro”, “uno dei capitoli più brutti nella storia recente della magistratura e del giornalismo calabrese”. A suo avviso, la campagna sarebbe stata orchestrata da “settori della polizia e della magistratura di Reggio Calabria” per impedire a Cisterna di diventare procuratore della Repubblica dopo Pignatone.

Cisterna ha ringraziato Sansonetti per il consiglio, ma insisterà con le querele contro Inserra, contro Lirio Abbate ed altri giornalisti perché, ha detto, deve dare conto al CSM.

L’ORDINE DEI GIORNALISTI – L’Ordine dei Giornalisti della Calabria ha precisato con una nota di non aver titolo ad intervenire nella vicenda. “Michele Inserra – precisa – pur lavorando in Calabria, è probabilmente residente in altra regione e non è quindi iscritto all’Ordine della Calabria. Fatta questa doverosa precisazione ci auguriamo che la querelle possa trovare una soluzione serena che tenga ferma sia la necessità di non penalizzare la libertà e l’autonomia dei giornalisti che il diritto, che ognuno ha, di difendere, nelle sedi competenti, la propria dignità ed il proprio onore”.

OSSIGENO

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