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Un governo per l’euro. Il caffè di venerdì 17 maggio

 

C’è una buona notizia sui giornali di stamani, un po’ nascosta perché, si sa, le notizie dall’estero “non tirano”. L’indeciso Hollande, davanti alla certificazione che la Francia è entrata in recessione, non si è limitato questa volta a chiedere una politica europea per l’occupazione (detto così, chiacchiere!), ma finalmente ha chiesto una “Europa Politica”. Nei prossimi due anni, non fra un secolo. Più precisamente  ha chiesto solennemente “un governo economico della zona Euro, con un vero Presidente, che si riunisca almeno una volta al mese”. E’ una mossa che l’inquilino dell’Eliseo avrebbe dovuto fare appena eletto. Il prezzo da pagare (devolvere sovranità all’Europa) per piegare la spocchia e l’autosufficienza tedesca che stanno provocando la più grave crisi economico- sociale nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Non a caso, Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, si lancia nella crepa del rigore suicida e chiede oggi che “L’Europa (diventi) l’imperativo categorico comune per rilanciare crescita e lavoro”. Il Sole24Ore, in prima pagina. Ma c’è anche il bicchiere mezzo vuoto. Dalla Polonia, Enrico Letta ha ammesso “di non poter fare miracoli”. Fuor di metafora, l’Italia proprio perché sente che in Europa qualcosa si sta muovendo e non ritiene di poter chiedere, in questa fase, lo sforamento del deficit. Dunque, rinvio per l’IMU: Il Corriere che titola: “Tensione sul decreto”, perché la destra avverte : via l’iniqua tassa entro agosto, se no sarà crisi.

Crisi? C’è un’altra novità (si fa per dire, io ci avrei scommesso!). La crisi non si farà sulla giustizia. A dirlo ieri sono stati dei veri falchi, non colombe da strapazzo, inviati appositamente a La7 . Daniela Santanchè da Santoro e Nitto Palma dalla Gruber. Il Cavaliere  in persona fa poi sapere che rinuncerà ai comizi (per non correre il rischio di vedere altre piazze divise, come a Brescia).Piange Giornale “Conosci Berlusconi? Allora resti in cella”. Dove si racconta di un politico di Parma cui è stata negata la libertà perché avrebbe potuto “reiterare il reato”, in combutta con i sodali del PDL

La repubblica titola: “Porcellum, parola alla Consulta”. La Cassazione ha, infatti, rinviato alla Corte Costituzionale l’esame della legge Calderoli. Legge incostituzionale perché un premio di maggioranza così ampio senza indicare una soglia minima necessaria per conseguirlo è una truffa, perché il doppio sistema di premi tra Camera e Senato non ha senso, perché esautora le prerogative del Capo dello Stato dettandogli il nome cui affidare l’incarico per la formazione del governo, e infine perché l’elettore non può scegliere l’eletto. Sarà la Consulta a sbarazzarci di questo attentato permanente alla democrazia? Non lo so. Certo il rinvio alla Corte dà forza a Senatori e Deputati che considerano una priorità assoluta seppellire la legge “porcata”.

Da Corradinomineo.it 

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