Sei qui:  / Opinioni / Spari a Montecitorio, rischio emulazione

Spari a Montecitorio, rischio emulazione

 

Dopo sessanta giorni di immobilismo dal voto espresso dagli italiani, finalmente,  un nuovo governo stava giurando dinanzi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un governo di larghe intese che fa storcere il naso a tanti, ma che ha evitato il ritorno alle urne con la legge elettorale porcellum, che dovrebbe permettere di risolvere  alcune questioni importanti per il Paese in un momento così delicato e che ha consentito di superare l’empasse dovuto ai numeri parlamentari. Certo, si potevano ricercare altre soluzioni ma innalzare i  muri soprattutto in politica non giova mai al processo democratico. Ma mentre i neo ministri dichiaravano la propria fedeltà alla Repubblica, in piazza Montecitorio a Roma, un uomo esplodeva colpi di pistola all’indirizzo di due carabinieri ferendone uno gravemente. Immediatamente si sono formulate le prime ipotesi per capire i motivi di questo gesto sconsiderato: <<E’ un folle>>, la prima dichiarazione, <<No, è il solito frutto di una strategia della tensione>>, <<Nulla di tutto questo, è un uomo con problemi economici>>. La spiegazione definitiva l’ha poi offerta lo stesso autore del tentato duplice omicidio: <<Sono senza lavoro, volevo sparare ai politici non ai carabinieri>>.

Luigi Preiti voleva compiere un’azione dimostratrice nei confronti dei rappresentanti di quelle istituzioni, i politici, quelli che legiferano e a torto o ragione hanno imposto agli italiani un anno difficile dove il potere di acquisto del proprio stipendio si è assottigliato sensibilmente, le tasse sono aumentate notevolmente e i posti di lavoro diminuiti che lui ha ritenuto responsabili. Appena ho ascoltato queste dichiarazioni ho pensato, immediatamente, a quanto mi ha detto proprio sabato sera un imprenditore edile dell’area nord di Napoli. La sua è una delle poche aziende della zona regolarmente iscritta alla Camera di Commercio che può vantare, perché in alcune zone è motivo di vanto, il certificato antimafia: <<Non ce la facciamo più, hanno chiuso tutti i rubinetti e io sono costretto a non accettare lavori che mi continuano a offrire la pubblica amministrazione perché altre aziende di questa’area sono fallite a causa dei tanti crediti vantati. Inoltre ho dovuto licenziare un buon numero di dipendenti, li faccio lavorare al nero perché non potrei più permettermi delle assunzioni regolari>>.

Quello che gli italiani chiedono a questo governo è, semplicemente, una politica economica più umana. Che permetta un po’ a tutti di respirare e non di sentirsi ogni giorno sempre più poveri, sempre più affamati. Tutto questo potrebbe causare un inasprimento delle tensioni sociali, con risvolti non prevedibili ma sicuramente disastrosi. Quanto è accaduto dinanzi a Montecitorio lo reputo un atto non solo da condannare, ma estremamente pericoloso perché potrebbe creare un effetto domino con tanti emulatori che potrebbero fare altrettanto. Fino a ieri l’altro gli imprenditori, i disperati che con i pochi soldi disponibili non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese si sono suicidati. Adesso, per emulazione, potrebbero iniziare a sparare a gli altri. Arginiamo tutto questo con la democrazia e un’economia più umana. Facciamo presto non c’è più tempo.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE