Sei qui:  / Articoli / Interni / “La cosa più importante della nostra vita è scegliere da che parte stare”. Ciao Teresa

“La cosa più importante della nostra vita è scegliere da che parte stare”. Ciao Teresa

 

Propose la mimosa, piccolo fiore delicato, profumato, ben visibile nella vegetazione fitta, e gratuito – perché era costume a marzo coglierlo dagli alberi spontanei che si affacciano sulle stradine della sua Riviera – come simbolo della femminilità. Quella autentica e fatta soprattutto di dignità, perché attraverso quei puntini gialli si parlasse dei diritti e della forza delle donne.

E proprio pochi giorni dopo l’8 marzo, mentre l’Italia ha appena ottenuto il Parlamento più ricco di giovani e di donne della sua storia, Teresa Mattei se ne andata.
La chiamavano “la ragazza di Montecitorio” ed era solita dire alle giovani generazioni “dovete essere meglio di noi, siete voi il futuro. Difendete la Costituzione, battetevi per un’Italia fondata sulla giustizia e sulla libertà”.

Lei, fra le più giovani e attive protagoniste della Resistenza, eletta all’Assemblea Costituente con il Pci a soli 25 anni, credeva nella comunicazione. Dedicò gran parte della sua vita alla lotta per i diritti delle donne e dei bambini e realizzò e produsse film per le scuole, promuovendo importanti campagne internazionali per la pace e la non violenza.

E’ morta in un paesino in provincia di Pisa dove ha vissuto gli ultimi anni, ma Teresa Mattei era nata a Genova nel 1921. Nel 1938 venne espulsa da tutte le scuole del Regno perché, antifascista, s’era rifiutata di assistere alle lezioni in difesa della razza. Si laureò in filosofia, e scelse la lotta di Liberazione, partigiana nei Gap, con il nome di battaglia “Chicchi”. Subì le sevizie delle Ss.

All’Assemblea Costituente, fu segretaria dell’ufficio di presidenza, e partecipò in particolare alla stesura dell’articolo 3, senza dubbio uno dei princîpi più significativi della Carta, che stabilisce l’uguaglianza dei cittadini, indipendentemente dall’estrazione sociale, dalla religione, dal sesso. Nel 1955 fu “cacciata” dal Pci perché contraria allo stalinismo e alla linea togliattiana.

E’ stata a lungo dirigente nazionale dell’Udi (Unione Donne Italiane). Lascia a tutti un grande insegnamento: la cosa più importante della nostra vita è scegliere da che parte stare.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE