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“Presidente Assad, si dimetta…”

 

“Signor Presidente,
nel suo Paese si registra una media di 150 morti al giorno, ai quali si devono aggiungere i feriti che decedono per l’impossibilità di essere curati, e i prigionieri che quotidianamente vengono inghiottiti nel buio. La preghiamo di dimettersi. La sola alternativa è fare la fine di Saddam Hussein o di Muhammar Gheddafi.”

Alfred Grosser, David Grossman, Claudio Magris, Orhan Pamuk, Boulem Sansal e Martin Walser hanno preso carta e penna e pubblicato in questi giorni una drammatica lettera-denuncia-appello a Bashar al-Assad.
“Il suo paese sta scomparendo”, scrivono con drammatica precisione. E indicano ad Assad una strada: “lei potrebbe andare in esilio in Algeria, sappiamo che quel paese sarebbe disposto ad accoglierla, a differenza di Russia e Cina.

E il fatto che qualcuno nel mondo la sostiene ancora non la illuda, soggiungono, certi crimini sono indelebili, e l’appoggio di qualcuno non ne riduce l’orrore.

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