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Scopelliti allunga lista proscrizione “giornalisti che fanno male a Calabria”

 

di Pietro Bellantoni*
“Attacco ridicolo e irresponsabile.” Ha affermato Natale. “Prende lucciole per lanterne” hanno replicato Lucio Musolino, Giuseppe  Baldessarro e Guido Ruotolo che durante una conferenza stampa aveva accusato di «pompare» le notizie negative e di aver “imbeccato” contro di lui l’inviato della trasmissione In Onda, David Parenzo. Il commento di Carlo Parisi
Giuseppe Scopelliti continua l’offensiva contro i giornalisti iscrivendo al libro nero ed additando al pubblico ludibrio quelli che esprimono giudizi negativi sul suo operato di pubblico amministratore. Oggi durante una conferenza stampa dedicata al turismo regionale ha allungato la sua personale lista di proscrizione  aggiungendo i nomi  dei giornalisti Lucio Musolino del Corriere della Calabria, Peppe Baldessarro de Il Quotidiano della Calabria e Guido Ruotolo de La Stampa che hanno prontamente replicato: “Prende lucciole per lanterne”.

Scopelliti stavolta ha fatto riferimento a un «sistema che vede in campo una cerchia ristretta di giornalisti che non hanno interesse per il bene della Calabria».

Il presidente della Regione si è lasciato andare a queste affermazioni rispondendo ad alcune domande sullo scioglimento per contiguità con la ‘ndrangheta del Comune di Reggio Calabria, città amministrata da Scopelliti in qualità di sindaco dal 2002 al 2010.

«Lo scioglimento – ha detto il governatore – non è stato certo uno spot pubblicitario per tutta la Calabria. Il problema è come si raccontano i fatti e quanto vengono ‘pompate’ le notizie. Basti pensare a quali giornalisti hanno fatto le domande al ministro Cancellieri durante la conferenza stampa sullo scioglimento».

A Scopelliti è stata poi posta una domanda sulla trasmissione In Onda di La7, nel corso della quale sabato scorso una persona presente in piazza a Reggio, gridando, ha accusato i giornalisti di affossare il turismo della città. «Probabilmente quella protesta – ha detto l’ex sindaco – è scaturita dal fatto che a Reggio hanno visto tutti che sabato mattina il giornalista de La7 (David Parenzo, ndr) che era in città si è incontrato con i giornalisti Baldessarro, Ruotolo e Musolino».

Ma,  ha aggiunto Scopelliti,  «prima o poi la realtà su come stanno le cose verrà fuori. Sono convinto che se sono stati commessi degli errori ognuno dovrà risponderne. Qualche giornalista nazionale si sta già accorgendo di ciò che sto dicendo e io ho avuto modo di leggerlo sul suo blog».

La battaglia personale del governatore della Calabria contro i cronistti che non gli fanno fare bella figura è cominciata da tempo. Nel mirino coloro che più di altri hanno osato raccontare  il lato oscuro e le disavventure politiche e giudiziarie della sua giunta, a Reggio prima e in Regione poi.

La scorsa settimana, infatti, proprio il giorno in cui il Consiglio dei ministri ha sciolto per infiltrazioni mafiose il Comune della città dello Stretto, Scopelliti aveva lanciato un altro clamoroso attacco, all’interno del consiglio regionale,  accusando lo stesso Ruotolo ed Enrico Fierro de Il Fatto Quotidiano di far parte di una «cricca» il cui unico scopo sarebbe quello di rovesciare il suo governo regionale. Oltre ai due noti inviati speciali, il presidente della Regione aveva puntato il dito, con pesanti insinuazioni, contro un giornalista «calabrese» – di cui non ha fatto il nome – che «in passato ha “mangiato” con la Regione e ora non ci mangia più. Per questo ha costruito una stagione di denigrazioni».

L’attacco dal chiaro sapore intimidatorio è stato sferrato nel corso dell’intervento di Scopelliti in consiglio regionale, pochi minuti prima verdetto del Consiglio dei ministri, che ha decretato il primo scioglimento per mafia di un Comune capoluogo.

Per il presidente della giunta, in evidente difficoltà, i giornalisti che lo criticano sono spine nel fianco. Il 16 novembre 2011 Scopelliti aveva etichettato come «cialtroni» Ruotolo, Fierro e Roberto Galullo de Il sole 24ore. Il governatore della Calabria, nel corso di una manifestazione in onore di Ciccio Franco, leader fascista della rivolta di Reggio del ’70, li accusò pubblicamente di far parte di una lobby perversa al lavoro per ostacolare il “vento del cambiamento” che soffia in Calabria.

Una intimidazione già raccontata da Ossigeno che ha espresso solidarietà di fronte a «un’aggressione che merita la più netta condanna» e ha sollecitato le scuse del presidente Scopelliti ai giornalisti.

LE REAZIONI – Sull’episodio il  presidente della FNSI, Roberto Natale, ha dichiarato: “Abbiamo scoperto, grazie al Presidente della Giunta regionale Scopelliti e alle sue ripetute, solerti denunce, chi ci sia all’origine dei problemi della Calabria e di Reggio: alcuni giornalisti attivamente intenti alla denigrazione. La loro cospirazione e’ stata finalmente smascherata, e i presunti incontri tra di loro sono stati denunciati dal Presidente con la necessaria esecrazione. L’attacco di Scopelliti non e’ solo ridicolo, purtroppo. E’ anche preoccupante, in quanto testimonia l’irresponsabilita’ di una classe politica che sa trovare molto più facilmente i capri espiatori che non le soluzioni dei problemi.”.

Carlo Parisi, segretario del Sindacato dei giornalisti della Calabria, ha detto: “E’ noto da tempo come la penso su queste uscite del presidente Scopelliti. Non ho cambiato idea”.

Dopo la sfuriata del 16 novembre scorso, Parisi disse:  «Sono da rigettare con sdegno gli insulti che il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha rivolto a tre colleghi di importanti quotidiani nazionali, colpevoli di aver fatto nient’altro che il loro mestiere di giornalisti. Gli epiteti di “cialtroni”, “squallidi personaggi” e “cricca” sono semplicemente inaccettabili, e non cònsoni al ruolo di presidente di una Regione importante come la Calabria. Chi ha incarichi politici e istituzionali deve sapere che in un Paese democratico esiste la libera critica da parte dei giornali e del sistema dei media».

LA REPLICA DI MUSOLINO, BALDESSARRO E RUOTOLO – Immediata e corale la replica dei cronisti Musolino, Baldessarro e Sandro Ruotolo sulle  ultime insinuazioni di Scopelliti. Per i tre cronisti «Il governatore prendel ucciole per lanterne». «Nessuno di noi – proseguono – ha incontrato David Parenzo prima della trasmissione In onda. Di noi tre solo Sandro Ruotolo conosce il collega di La7 che ha visto il giorno dopo in albergo. Evidentemente il governatore Scopelliti è stato male informato. A scanso di equivoci, Guido Ruotolo addirittura non era presente a Reggio Calabria. Sarà pur vero che, in città, c’è un clima teso, ma il rappresentante di un’istituzione non deve scendere a questi livelli e soprattutto non può, e non deve, fare insinuazioni sui giornalisti che operano in una terra così “difficile”».

Non è mancata nemmeno la risposta stizzita di David Parenzo, per il quale «se Scopelliti non chiede scusa per quanto ha affermato nella conferenza stampa di oggi, insinuando che qualcuno mi ha imbeccato, provvederò a querelarlo e con il ricavato comprerò una casa a Reggio Calabria aiutando l’economia del territorio. Sandro Ruotolo è un amico e un grande cronista che ho incontrato il giorno dopo la trasmissione, per caso, in albergo. Non ho avuto l’onore di conoscere Baldessarro e Musolino, che spero di incontrare presto nella mia nuova casa di Reggio Calabria».

*http://www.ossigenoinformazione.it/?p=14806

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