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Fede e rivoluzione: la scelta epocale dei drusi

 

di Riccardo Cristiano
Imprevedibile, impensabile forse. Walid Jounblatt ha rotto un altro tabù, imponendo una lista di candidati al nuovo Consiglio Spirituale dei Drusi nella quale sono comparse per la prima volta molte donne, mai accaduto prima. E cosa ancor più sorprendente sette di loro sono state elette. L’eterno rivale di Jounblatt, Talal Arslan, lasciato con un misero 20% di consensi dal più potente e noto rivale, non ha digerito il colpo e ha parlato di “scelta politica”. Ancor più netta e interessante però è stata la condanna della scelta rivoluzionaria di Jounblatt da parte della massima autorità spirituale drusa, lo sceicco Nasreddine Gharib, che ha definito l’elezioni di donne nel Consiglio Spirituale dei drusi “un’eresia”.

“Mai un Consiglio Spirituale di qualsiasi credo religioso ha osato eleggere donne nel proprio consiglio spirituale. Questo fatto senza precedenti è un’autentica eresia”, ha detto un incredulo Gharib, con gli occhi davvero fuori dalle orbite.

In cosa consista esattamente la teosofia drusa lo sanno solo loro, visto che la conoscenza del credo druso è riservata ai soli membri, coperta dal più assoluto segreto. Si sa che venerano un imam di epoca fatimida, al-Hakim, che credono nella metempsicosi, che recepiscono elementi giudaici e cristiani, ma da secoli appartengono comunque alla famiglia islamica, come accade da minor tempo per gli alawiti, e questa scelta rivoluzionaria per tutto il mondo delle religioni mediorientali lo è ancor di più perché rappresenta un’assoluta, storica rottura culturale all’interno del mondo islamico così come lo conosciamo.
Che Jounblatt in materia fosse un innovatore lo si era capito già diversi anni fa quando si dice che disobbedì ai capi spirituali della sua comunità sposando una non drusa, che è assolutamente vietato, dicendo loro: “voi avete il pieno controllo di me, ma dalla cintola in su.” Quello strappo importantissimo era stato da qualcuno “ridimensionato” in considerazione della eccezionale bellezza della signora Jounblatt. Ora Walid ha compiuto un passo non solo simbolico, un passo autenticamente rivoluzionario. Solo Jounblatt poteva riuscirci, la sua è certamente una piccola comunità, ma questa volta è impossibile non ritenere questa una innovazione di assoluto rilievo.

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