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L’istituto di studi filosofici di Napoli sotto sfratto. Si taglia la cultura

 

da Rainews 24
La storia della Napoli intellettuale e del pensiero del Mezzogiorno rischia di rimanere chiusa in un magazzino di Casoria. L’allarme è stato lanciato da Gerardo Marotta, avvocato e intellettuale napoletano che ha messo in piedi la biblioteca dell’Istituto italiano per gli studi filosofici, vendendo tutti i suoi beni di famiglia e contratto numerosi debiti per salvare i preziosi volumi, pagando di tasca propria i costosi affitti dei locali. (all’interno il servizio del Tg3)
In un’intervista rilasciata al sito fanpage.it, Marotta spiega come i 300mila testi conservati, fino a oggi, in locali di fortuna nei pressi di Palazzo Serra di Cassano in via Monte di Dio a Napoli, vengono trasferiti in questi giorni nella provincia partenopea, fuori dalla disponibilità di studenti e ricercatori anche perché l’Istituto non riceve più fondi dal Governo e non è in grado di sostenere ulteriori fitti mentre la delibera della Regione Campania per la realizzazione di una biblioteca ad hoc ancora non è stata attuata. “A noi lo Stato a tagliato tutti i fondi”, accusa Marotta a differenza di quanto avvenuto per altri istituti culturale che hanno subito tagli del 10 o del 20 per cento nei finanziamenti.

Nel corso degli anni, la biblioteca dell’Istituto è diventata un vero e proprio punto di riferimento del pensiero scientifico e filosofico napoletano. Si parla di edizioni originali di Benedetto Croce, Giordano Bruno e altri giganti del pensiero italiano ed europeo. Trecentomila volumi, cuore della biblioteca dell’Istituto Italiano per gli Studi filosofici di Napoli, ora destinati ad un deposito di Casoria. Marotta ripercorre con grande amarezza la storia, illustre, dell’Istituto. Quello stesso Istituto, ricorda, che ”l’Unesco, nel 1993 nel rapporto sulla filosofia disse che non aveva pari al mondo”. ”Qui abbiamo tutto quello che serve ai giovani – dice ancora Marotta – per recuperare la memoria del Mezzogiorno che è perduta”.

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