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Immigrati: sindaci Calabria sospendono lo sciopero della fame

 

I sindaci di Race (Rc) e Acquaformosa (Cs), che da giorni erano sciopero della fame per protestare sulla vicenda legata ai ritardi dei bandi sui migranti, hanno deciso di cessare la protesta.

Il sottosegretario alla Protezione Civile della Regione Calabria, Franco Torchia, li ha ringraziati formalmente.

”Sono veramente contento della decisione assunta dai sindaci che fanno parte della rete SPRAR di interrompere lo sciopero della fame”, ha detto Torchia. che ha appreso direttamente la notizia da uno dei sindaci stessi. ”In questi giorni – ha aggiunto – non ho mai smesso di esortarli a cessare la protesta. Li ringrazio e mi auguro che, al di la’ dei grossi titoloni dei giornali contro la Protezione civile calabrese, si siano potuti comprendere fino in fondo tutti gli aspetti della vicenda. Purtroppo, i tempi previsti per la procedura attivata dal soggetto attuatore per l’emergenza Nord Africa per il riconoscimento del debito consentono il deposito degli atti presso la sezione regionale della Corte dei Conti soltanto nella giornata di giovedi’. I termini per la registrazione o la ricusazione del visto sono di 7 giorni, ma noi, in considerazione della grave emergenza che stanno vivendo in queste settimane gli enti gestori per la mancata erogazione delle risorse, auspichiamo che l’organo di controllo si possa pronunciare in tempi veloci. Per ottemperare a questa esigenza i sindaci incontreranno oggi stesso il soggetto attuatore al quale consegneranno tutta la documentazione, contenente la descrizione analitica dei costi per garantire l’accoglienza ed assistenza dei migranti, da allegare all’ordinanza di riconoscimento del debito. La liquidazione potrebbe arrivare gia’ agli inizi della prossima settimana. Nella mattinata di sabato – ha concluso il sottosegretario Torchia – il prefetto Franco Gabrielli, Commissario delegato per l’emergenza immigrazione dal Nord Africa, sara’ in Calabria per incontrare i sindaci, per rappresentare la propria vicinanza e spronarli ad andare avanti nel loro progetto di accoglienza diventato ormai un modello”. ( fonte ASCA)

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