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G8 Genova. Quei 100 anni di carcere per “devastazione e saccheggio”

 

Mentre c’è grande attesa per la sentenza di condanna attesa dalla Cassazione già oggi pomeriggio nei confronti di 25 agenti e funzionari di polizia accusati delle violenze alla scuola Diaz, è passato un po’ sotto silenzio l’altro processo, quello che vede imputati 10 manifestanti ( sempre G8, sempre Genova) su cui grava l’accusa pesantissima di “devastazione e saccheggio” ( articolo 419 del Cp, ex codice Rocco) reato punibile con una pena detentiva dagli 8 ai 15 anni e che va a colpire non solo gli autori materiali delle azioni ma anche chi in quei momenti era presente durante le devastazioni e le aveva “agevolate” tramite la “resistenza a pubblico ufficiale” secondo il principio stabilito da una sentenza della Cassazione, della “compartecipazione psichica”.

Succede così che i 10 accusati, per i quali si attende la sentenza di Cassazione il 13 luglio rischino complessivamente 100 anni di carcere in base ad un reato vigente durante il periodo fascista ma che affonda le sue radici storiche ancora più indietro nel tempo, precisamente al 1889.
A tracciare tecnicamente i contorni del processo e nello specifico del reato  in questione sono tre avvocati nel corso del convegno organizzato nel quartiere San Lorenzo di Roma in seno alla campagna 10×100- Genova non è finita.

Un reato pressochè sconosciuto
Ad entrare nel merito del reato le obiezioni mosse dai legali presenti diventano molteplici, a partire dalla non “precisazione” rispetto all’entità del danno che deve essere fatto affinché lo si definisca “devastazione” (un deficit che pesa e lascia il tutto alla pura discrezionalità) fino alla domanda che suona come una provocazione da parte di uno dei relatori presenti: “ Perchè alle forze dell’ordine presenti non può essere applicato la stesso principio di compartecipazione psichica?”

Stando alla disamina del reato, finora, ad essersi “meritati” un’accusa del genere sono stati detenuti, tifosi, manifestanti e paradossalmente immigrati reclusi nei Cie…
Quest’ultimo caso, piuttosto recente, accennato telefonicamente dall’avvocato Eugenio Losco, riguarda 8 tunisini arrestati con l’accusa di devastazione e saccheggio in seguito alle rivolte scoppiate nel Cie di via Corelli a Milano a gennaio di quest’anno e attualmente sotto processo.
Il reato era stato contestato anche nel 2007 nei confronti degli ultras laziali che si erano resi protagonisti di una notte di scontri molto duri con le forze dell’ordine in seguito all’omicidio di Gabriele Sandri.

Ma le critiche a questo tipo di reato sono soprattutto relative alla sproporzione della pena comminata che risulta superiore a quella inflitta per reati ben più gravi.
Basti pensare per esempio che il reato di associazione di tipo mafioso sanzionato attraverso l’art. 416 bis del codice penale stabilisce che: ” Chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone, è punito con la reclusione da sette a dodici anni… Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l’associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da nove a quattordici anni…”

Oppure all’articolo 244: “Atti ostili verso uno Stato estero, che espongono lo Stato italiano al pericolo di guerra. Chiunque, senza l’approvazione del Governo, fa arruolamenti o compie altri atti ostili contro uno Stato estero, in modo da esporre lo Stato italiano al pericolo di una guerra, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni.”

Rilievi, questi ultimi, che portano a sollevare dubbi di incostituzionalità a non pochi giuristi.

Il processo
La Corte d’Appello di Genova nell’ottobre 2009 commina pene molte pesanti ( la più alta è di 15 anni di carcere) per 10 dei 25 manifestanti accusati del suddetto reato, mentre per gli altri 15 coinvolti negli scontri del 20 luglio in via Tolemaide subentra l’assoluzione: perchè gli scontri in quel caso sarebbero stati causati da una carica illegittima da parte dei carabinieri.

L’appello
In attesa del pronunciamento da parte della Cassazione la campagna 10×100 ha promosso un appello sottoscritto da artisti, intellettuali, personaggi del mondo della cultura che ha già totalizzato oltre 15.000 firme. Firme che verranno consegnate esattamente il 13 luglio.

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