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Non le resta che piangere…

 

E mo’ s’ha da attendere che i ministri della Salute e dell’Istruzione esternino rispettivamente qualcosa sul tipo:
“La salute è un diritto, ma non sono messi medici e medicine a disposizione: sbrogliatevela come potete”
“L’istruzione è un diritto, ma non sono messi insegnanti a disposizione: arrangiatevi con le vostre forze”…?

L’elenco dei diritti umani ancorché ripresi dalla nostra Costituzione prosegue, ma questi sono già sufficienti per identificare la loro natura. Premesso che i diritti fondamentali non solo sono stati riconosciuti universalmente, ma già fanno proprio parte consolidata del comune civile sentire d’ogni umano essere. Che poi le condizioni per rendere effettivi tali diritti sappiano metterle in pratica esclusivamente gli uomini di buona volontà, è ancora altro discorso.
Ciò premesso allora come c’è riuscita il ministro del lavoro (anzidetto welfare tr. benessere) a scivolare nel “Work isn’t a right”?!  Se avesse almeno detto “work location” avrebbe toppato giusto sulla seconda parte dell’art.4 Cost. (…la Repubblica promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto), ma in quel modo ha dimostrato d’aver proprio rimosso addirittura l’art. 1 della nostra Costituzione oltre alla prima parte dell’art.4 che si rivolge proprio al riconoscere a tutti i cittadini il diritto al lavoro.
Pianga ministro, pianga…

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