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Berlusconi vuole essere Andreotti

 

Berlusconi vuole diventare immortale come Andreotti, per questo si candida a ministro e immagina un esecutivo Alfano. Come il democristianissimo Giulio, B. si vede già pronto per nuove stagioni, nuovi incarichi, nuove battute e barzellette per il suo pubblico.

Del resto il pedigree siciliano non gli manca, le affinità elettive – è il caso di dire – già ci sono. Ma il Cavaliere, a differenze del vecchissimo Andreotti, è uomo di spettacolo, ama la ribalta, la scena, il palcoscenico da cabaret, meglio se di quarant’ordine con le ballerine mezze nude e le storielle da caserma. In questo è certo differente da Giulio. Si ricorda in proposito un episodio. Mentre il craxismo ascendeva a vette di sfarzo babilonese (che comunque oggi farebbero tenerezza), il leader maximo del Psi portava decine di famigli e ministria bordo del suo aereo in un mitico viaggio di Stato in Cina e veniva di conseguenza immortalato in una geniale vignetta di Altan. C’era Andreotti, già gobbo, che diceva più o meno: ‘io gli amici li lascio in Sicilia mica li porto in vacanza con me come i nuovi ricchi’.

La notizia della candidatura a ministro del fu-Cavaliere, guarda caso, arriva poi nelle stesse ore in cui alla seduta della commissione di vigilanza che doveva eleggere i nuovi vertici Rai, veniva a mancare, come il caro estinto, il numero legale. Pdl e Lega, sempiterna alleanza sovversiva delle leggi e della democrazia, facevano fallire la seduta, sperando a questo punto in una prossima debacle di Monti al vertice europeo, obiettivo quello di sempre: buttare a gambe all’aria tutto il Paese pur di tornare al potere. E però i nodi stanno arrivando al pettine davvero, così, appena è stata toccata la tv, cuore del potere del fu-Cavaliere, la reazione è stata tanto feroce quanto disperata. Non crediamo davvero che Lorenza Lei sorretta dalla sgangherata ditta Pdl-Vaticano, pur aggrappata alla poltrona con tutte le sue forze, possa rimanere al suo posto, né che l’accozzaglia berlusconiana possa farcela.

Eppure in spregio alle gravi ed enormi responsabilità per il dramma sociale che sta vivendo il Paese, l’oligarchia del Pdl guidata da questa caricatura di politico e di uomo pubblico, prova a dare il colpo finale a un Paese le cui sorti sono quanto mai incerte e di sicuro drammatiche. Per non parlare di questa azienda, la Rai, rasa al suolo e coperta di debiti per favorire l’impero personale dell’unto.

Il mondo di Annibale

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