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Monti non supera l’esame di greco

 

La Grecia non esiste, la Grecia è un’invenzione. Fino a domenica, quando le urne di Atene sono state aperte ed hanno squassato la ‘pax montiana’. Quello strano fenomeno per cui i media non devono disturbare (troppo) il manovratore, imponendo temi poco graditi, scomodi in agenda. E parlare troppo di Grecia, di un paese massacrato dalla crisi e dall’Unione Europea era proprio sconveniente per gli equilibri italiani. Molto delicati dopo che la ‘luna di miele’ tra governo e cittadini è finita. Insomma il voto greco era polvere da mettere sotto il tappeto. Solo domenica sera gli italiani hanno scoperto che i Grecia si votava. E che colpo: la sinistra prende una marea di voti sfonda l’estrema destra i partiti di governo della grande coalizione vengono spernacchiati dai greci, stanchi di subire i diktat della finanza. Se i media italiani avessero seguito la campagna elettorale greca, non ci sarebbe stato uno stupore così grande per l’esito delle consultazioni. Ma non avrebbero reso un favore né al governo di Mario Monti né ai partiti che lo sostengono. Troppe le analogie, troppa la paura di alimentare un voto di protesta e di cambiamento che si fa prepotentemente strada anche in Italia. L’analisi della campagna elettorale greca è stata inesistente, solo qualche sporadico articolo sui quotidiani, nonostante la grande importanza per l’assetto europeo del prossimo futuro. Il tema greco non è mai entrato nel dibattito politico italiano. Mai. Del tutto inesistente. Nonostante frasi come ‘Non siamo la Grecia’, ‘Non faremo la fine della Grecia’, ‘Lo spettro della Grecia si allontana’ siano state ripetute ed ascoltate migliaia di volte in questi ultimi mesi. La Grecia era un simbolo, non doveva diventare una realtà. Il popolo greco era un soggetto di studio, non una parte della cittadinanza europea. C’è stato senz’altro un po’ di provincialismo nell’oscurare le elezioni greche, ma anche la scelta di coprire il più possibile un voto dagli effetti potenzialmente destabilizzanti. Una censura inconscia, forse, anche per esorcizzare l’incubo della crisi nell’opinione pubblica italiana.

Pubblicato sul settimanale GLI ALTRI

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