ANTONIO DI PIETRO: ” Al macero la legge Gasparri”

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Onorevole Di Pietro, la palla di cristallo non ce l’ha nessuno; siamo alla scadenza del Cda, Monti è in oriente; come finirà la vicenda Rai?
“Come al solito si va per le lunghe solo per tirare a campare e per riproporre la situazione attuale, tradendo così ancora una volta la democrazia, la libera informazione e il  pluralismo. E’ questa la ragione per cui noi, a partire da domani, insisteremo non solo all’interno del Parlamento, ma anche nel Paese, con manifestazioni pubbliche affinché, una volta per tutte si decida, a costo di prendere qualcuno a calci nel sedere, che i partiti devono andare fuori dalla Rai. La politica è il “controllato” e in democrazia non si è mai visto che il “controllato” nomini il “controllore”, come finora è avvenuto”.

Le posizioni del Pd sono abbastanza nette e coincidenti con quelle espresse dall’Idv; sarebbe quindi abbastanza complicata una eventuale nomina del cda sulla base della Gasparri; ci potrebbe essere un’impasse, uno stallo…
“Noi confidiamo nel fatto che il Pd non si lasci attrarre dal solito giochino della lottizzazione e della spartizione dei posti. Vorrei ricordare che già nella precedente occasione l’Idv è stata fuori da questo gioco, non ha accettato di sedere al tavolo della spartizione della torta. Il Pd ha annunciato che questa volta non parteciperà all’ulteriore giro di spartizione e lottizzazione. Ci auguriamo che tenga fede a questo impegno in modo che tutti i cittadini, l’intera opinione pubblica, possano vedere che se il misfatto sarà riproposto, sarà  ad opera della ex maggioranza e del Governo Monti. Non dobbiamo infatti dimenticare che anche Monti ha una responsabilità enorme; non ci venga a dire che verranno nominate personalità di “alto profilo”: il problema è la Gasparri. E’ la Gasparri che deve andare al macero, perché è questa legge il principio di ogni male”.

“Come al solito si va per le lunghe solo per tirare a campare e per riproporre la situazione attuale, tradendo così ancora una volta la democrazia, la libera informazione e il  pluralismo.

(Intervista a cura di Albero Baldazzi)