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Quei milioni di euro che finanziano l’industria dell’antiracket

 

“Costituiremo a breve un Osservatorio sulla trasparenza dove metteremo tutti gli atti pubblicati in materia di finanziamenti al settore. L’obiettivo e’ quello di fare sapere a tutti e in maniera trasparente quanto accade nel mondo dell’antiracket e antiusura. A questo si aggiungera’ un monitoraggio continuo di tutti gli elementi attuativi del Fondo”. Lo ha detto oggi Lino Busa’, presidente di Sos Impresa  a margine di una conferenza stampa che si e’ svolta presso l’aula Nassirya al Senato e dopo avere presentato una lettera al ministro dell’Interno per chiedere chiarimenti.
L’iniziativa, organizzata dalla Rete per la Legalita’… che comprende 44 associazioni antiracket e antiusura provenienti da diverse realtà italiane… ha messo al centro la vicenda dei finanziamenti e della Convenzione stipulata lo scorso 20 febbraio fra l’Ufficio del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura e la Fai per l’affidamento di tre progetti, nonché con Addiopizzo per un ulteriore progetto sul consumo critico e della Confindustria Sicilia.
“Non contestiamo lo scopo, ma il modo in cui questi fondi vengono elargiti- continua Busa’- le cifre stanziate e parte delle attività previste. Mancano infatti alcuni requisiti minimi come il carattere di sistema e la sua rilevanza territoriale. Non e’ stata avviata inoltre alcuna gara pubblica. Anzi sono stati affidati in Convenzione ad associazioni private , ingenti somme di denaro, senza coinvolgere minimamente le altre organizzazioni. Come a costituire un movimento antiracket di serie A e uno di livello più basso. Questo principio- conclude il presidente- indebolisce il senso stesso della nostra azione di contrasto alle mafie e di tutela agli imprenditori e ai collaboratori che denunciano”. Ammonta a più di 13 milioni di euro il finanziamento complessivo destinato a Fai, Addiopizzo e Confindustria.
“Non e’ uno scontro tra anime dell’antimafia, ma un discorso di buon senso e per il buon uso dei fondi pubblici della Comunità Europea- spiega Lorenzo Diana presidente della Rete per la Legalità- In questo atto c’ e’ un uso discriminatorio dei fondo, balza agli occhi ad esempio la scarsa attenzione che viene data alla Calabria. Io credo che con una somma cosi consistente si possa sostenere un’ azione più ampia in tutta Italia. Fino ad oggi, infatti, le 159 associazioni italiane che si occupano di antiracket e antiusura hanno agito con i fondi propri o con l’ausilio degli enti locali, favorendo anche il processo di accompagnamento delle vittime. E su questo punto che c’e la contraddizione maggiore. Noi crediamo, come hanno fatto per oltre 15 anni Sos Impresa e altre associazioni, che l’accompagnamento delle vittime a denunciare deve essere assolutamente volontario e gratuito. Proprio perché altrimenti si diventa ricattabili da qualsiasi coloritura politica e dunque si mette in discussione il sostegno alle vittime. Crediamo- conclude- che una maggiore trasparenza e una concertazione con tutte le altre associazioni, come Libera e le Fondazioni avrebbe garantito maggiore equità e di conseguenza sostegno a quanti decidono di ribellarsi”. Nel corso della conferenza stampa sono, inoltre, intervenuti diversi imprenditori e membri di associazioni per raccontare la propria storia di denuncia. E sono proprio loro che hanno avviato una raccolta firme che sara’ presentata al ministro per chiedere maggiore trasparenza ed equità.

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