“Attacca l’Iran o non l’attacca?” Questa è la risposta che stiamo attendendo da Trump, ora che ha preso una simile batosta e ha perso l’appoggio di entrambe le Camere del Congresso.
Ha già iniziato a dire che è colpa dell’Iran se i prezzi dei carburanti sono alle stelle. Prima dava la colpa alla guerra in Ucraina. Si scorda di aggiungere che la guerra all’Iran l’ha iniziata lui con l’altro ricercato per crimini di guerra, Netanyahu.
Aveva promesso agli americani niente guerre e un ritorno all’età dell’oro. Invece, dopo due anni alla Casa Bianca, Trump è riuscito a portare il caos nel mondo e a mettere l’economia in ginocchio.
Lui si è arricchito, mescolando affari e politica, giocando con le notizie a mercati finanziari aperti, favorendo amici e parenti. I democratici hanno promesso di indagare su Trump e la sua famiglia per valutare possibili conflitti di interesse. Con la maggioranza che hanno conquistato alla Camera possono avviare commissioni ad hoc.
Saranno due anni di battaglie aspre e temo che Trump non resterà a farsi rosolare senza reagire.
Questo voto di metà mandato è stato una sconfitta sonora per lui e per quella potente lobby tech di miliardari che lo sostiene. Una bocciatura delle sue politiche sull’immigrazione, sull’economia, sulla politica estera.
Come europei dobbiamo ora capire che sentimenti nutrono i dem nei nostri confronti. Trump e il suo vice Vance ce lo hanno fatto capire molto bene, ma non sappiamo cosa pensino i loro avversari politici.
Non mi farei troppe illusioni e a Bruxelles dovrebbero darsi da fare per trovare un ruolo propositivo e diplomatico per porre fine alla guerra in Ucraina, senza continuare a delegare all’anatra zoppa Trump.
