Secondo nuove testimonianze di persone fuggite da El Fasher, raccolte da Amnesty International, la popolazione civile della capitale dello stato sudanese del Darfur settentrionale continua a subire uccisioni illegali, sparizioni, arresti e torture ad opera dei paramilitari delle Forze di supporto rapido (Fsr), che conquistarono la città un anno fa col sostegno determinante delle armi fornite dagli Emirati Arabi Uniti.
Le Nazioni Unite, in quella brutale offensiva e nel periodo immediatamente successivo, hanno visto i segni del genocidio.
Tra le persone che continuano a risultare scomparse c’è Muammer Ibrahim, un giornalista indipendente noto per i suoi reportage di strada.
Come ricorda Movement for Sudan, Muammer ha lavorato come inviato sul campo per coprire i combattimenti e la situazione nella capitale federale Khartoum e successivamente nel Darfur. Qui ha collaborato con Al Jazeera Mubasher per documentare l’assedio imposto dalle Fsr a El-Fasher per oltre 18 mesi.
Muammer è stato rapito il 26 ottobre 2025 dalle Fsr. Le uniche notizie su di lui risalgono ad allora e consistono in due video circolati sulle piattaforme social: in uno, circondato dalle Fsr, il giornalista conferma la sua identità e dichiara di essere stato arrestato; nel secondo, afferma di essere stato trasferito a Nyala, nel Darfur meridionale.
Dopo un anno intero e il luogo in cui si trova e la sua sorte rimangono sconosciuti.
