Youssef Siher è stato scarcerato, il Gip di Milano non ha convalidato il fermo, avvenuto, da quanto si è appreso dall’inizio, sulla base di qualche messaggio equivoco sul suo cellulare. E cosa fa il capo del governo di un paese ancora democratico e basato sulla separazione dei poteri? Spara a zero contro la magistratura definendo la decisione di Milano “vergognosa”. L’arresto di questo personaggio sicuramente un po’ esaltato era parso subito una stranezza e Giorgia Meloni lo sapeva. Anzi. Non aspettava altro, per far ripartire una guerra –mai finita in verità- contro quello che ogni governo illiberale a sostanzialmente autoritario ritiene il suo maggior nemico, la magistratura. Questo governo è contro il rispetto della legge. La delegittimazione dei magistrati è una attività già coltivata dai governi Berlusconi, ma giunta a livelli scandalosi con il governo Meloni, anche se il popolo italiano ha già respinto con il suo NO al referendum questa posizione. Sarà così ogni giorno per tutta la campagna elettorale. I magistrati lo sanno, ma difenderanno la loro indipendenza come si è ben visto finora. Questa destra autoritaria e populista ha adottato la politica dello
svuotamento progressivo del sistema democratico, dai decreti sicurezza alle leggi bavaglio, cercando di erodere giorno per giorno la resistenza di magistrati, giornalisti e operatori delle istituzioni.
La vergogna è questa, ed è agghiacciante che la portavoce di tutto questo sia la presidente del consiglio che dovrebbe rappresentare tutto il paese. Lei, invece, come scrive Gianni Cuperlo, “Spacca le vetrine delle istituzioni”. E manda ovviamente i suoi continuamente all’attacco. Essendo anche profondamente ignoranti e incapaci, si assiste ad esempio al riconoscimento da parte del ministro Ciriani, del fatto che la legge elettorale è “un anticipo di premierato”, cioè un aggiramento dell’articolo 138 della costituzione. Mentre in parlamento a Donzelli scappa la parola nascosta, “comandare”, e la sorella della presidente del consiglio parla di terza repubblica. E’ un governo estraneo alla democrazia basata sulla Costituzione che i loro predecessori del MSI non hanno votato.
I magistrati, difendendo la loro autonomia, difendono i principi basilari dello stato di diritto e, nel caso Siher, usano parole esplicite che è utile ricordare: “Le dichiarazioni di alcuni esponenti politici di rilievo ricoprenti anche cariche istituzionali rilasciate all’esito della decisione della giudice sono irricevibili ed evidenziano una scarsa conoscenza – reale o mascherata – degli istituti giuridici di uno Stato di diritto”.
Forse sia reale che mascherata, ma soprattutto mascherata.
(Nella foto Giorgia Meloni che ieri ha fatto un durissimo post contro il gip di Milano)
