“Le forze dell’ordine sono intervenute all’interno del Giordano Bruno di Roma, a seguito della chiamata della dirigenza scolastica – denunciano dalla Rete degli studenti medi del Lazio – portando via e scortando in commissariato gli studenti e le studentesse che stavano portando avanti la protesta e l’occupazione dell’istituto”. Secondo quanto si apprende sarebbero almeno una decina i ragazzi e le ragazze portati in commissariato. In loro difesa si sono mobilitati altri studenti della scuola, formando un blocco stradale per impedire il passaggio delle volanti. Dopo una mediazione con la questura, riferisce la Rete, alcuni ragazzi sono stati rilasciati.
“Portare via gli studenti in pattuglia per aver protestato è un atto inaccettabile che valica ogni limite – dichiara Simone Montori, coordinatore regionale del sindacato studentesco -. La dirigenza del liceo Giordano Bruno si assuma la responsabilità politica e morale di aver consegnato la propria comunità studentesca alla polizia, rifiutando ogni forma di confronto. La risposta alle richieste e al disagio degli studenti non può e non deve mai essere la repressione nei corridoi”. Molte le manifestazioni di solidarietà e condanna dell’accaduto da parte di associazioni e realtà dell’attivismo di Roma. La Flc Cgil ha espresso “profonda preoccupazione e ferma condanna per quanto accaduto al Liceo Giordano Bruno, dove le forze dell’ordine sono intervenute durante un’occupazione studentesca, arrivando a condurre in commissariato alcune studentesse e alcuni studenti. Il sindacato denuncia un clima preoccupante anche dopo quanto segnalato al Liceo Amaldi. La scuola pubblica deve essere un luogo di confronto, partecipazione e democrazia: il dissenso delle studentesse e degli studenti non può essere trattato come un problema di ordine pubblico. Esprimiamo solidarietà a ragazze, ragazzi e famiglie e chiediamo piena chiarezza sui fatti, nel rispetto del diritto di manifestare liberamente e pacificamente”.
