Emfa, la grande incompiuta

Bolsonaro, l’ambizioso sconfitto, abbandona il Brasile e sceglie le braccia di Trump

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Chissà se i tanti brasiliani che avevano votato per lui si sentono traditi. Dimostrando con i fatti quale fosse il suo reale interesse per il progresso del suo Paese Flavio Bolsonaro ha fatto peggio del genitore: l’unica ragione per la candidatura a presidente del Brasile era dettata dai suoi interessi personali, dalla sudditanza a Trump e per cercare di scarcerare il padre golpista.

La coscienza sporca non ha retto al giudizio insindacabile dell’elettorato e lui ci ha messo poco a scegliere di darsela a gambe piuttosto che onorare l’impegno preso a parole con tanti suoi conterranei. Così ha preso baracca e burattini, compresi moglie e figli, ed è fuggito come un qualunque ricercato, senza peraltro esserlo formalmente.

Il candidato costruito senza arte né parte, solo su presunte qualità genetiche ereditate dal padre, ha dimostrato al mondo di che pasta fosse fatto ed è andato a chieder aiuto a papà Donald che non solo aveva voluto a tutti i costi candidarlo contro Lula, anche contando su sondaggi rivelatisi alla fine tutti sbagliati, ma lo aveva sostenuto in tutti i modi, chissà se soltanto legittimi.

Papà ha provveduto ed ha messo in campo uno dei suoi uomini di fiducia, il segretario di Stato Marco Rubio che ha mobilitato, pare, anche un grandissimo amico, il presidente argentino, Javier Milei. Componenti fondamentali di quella internazionale nera che cerca di mettere le mani su tutto il mondo.

Alla fine Bolsonaro è tranquillamente atterrato a Miami, senza aver trovato alcun ostacolo nella sua fuga. Con quali documenti, visto che i passaporti gli erano stati sospesi? Qualcuno ha ipotizzato false identità costruite anche ricorrendo ad antiche origini italiane (così come, del resto, è la condizione di Rubio).

Da dove sarà partito il viaggio? Certo non da un luogo simile a Campo Imperatore, sul Gran Sasso, dove dodici paracadutisti tedeschi intervennero il 12 settembre del ‘43, meno di due mesi dopo la deposizione di Mussolini per ordine del Gran Consiglio, per liberare dal carcere il duce del fascismo e cercare di dargli un nuovo compito, come avvenne con la nascita della Repubblica Sociale Italiana di Salò.

Quale sarà il ruolo di Bolsonaro dagli Stati Uniti? Trump e il suo staff gli metteranno in bocca parole di fuoco contro Lula, per tentare di indebolire il presidente operaio, così come per oltre mezzo secolo hanno tentato inutilmente di fare i fuggiaschi cubani contro Fidel Castro?

Ma la distanza politica ed etica tra i due è tale che forse i furbi trumpiani decideranno che Bolsonaro farà meno danni se si limiterà a cercare di darsi una veste che nessuno gli ha mai attribuito, quella dell’esiliato dalla patria.


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