Con un voto a maggioranza (quindi con il contributo di un gruppo di repubblicani “ pentiti”) il congresso americano ha condannato la guerra di Trump in Iran. Voto analogo è atteso in Senato. Ma Trump non riconosce alcuna autorità al Parlamento. Dopo che la Corte Suprema ha bocciato il suo piano tariffario perché anche in quel caso calpestava l’autorità del parlamento il presidente ha reintrodotto i dazi con l’escamotage di una battaglia contro i prodotti da lavoro nero. E’ una corsa ad ostacoli senza fine. Non solo Trump scavalca ogni norma costituzionale ma ormai getta nel cestino anche i dossier della Cia e dei vertici delle forze armate. Tutti gli hanno spiegato che una vittoria militare totale contro l’Iran è impossibile con bombardamenti per quanto massicci.
Lui insiste per alzare il livello dello scontro su una base squisitamente umorale. Assomiglia sempre di più all’Adolf Hitler dei momenti più bui. Il fuhrer, irritato per i danni degli spitfire nella guerra di Inghilterra, inventò le “vergeltungwaffe”, le armi di rappresaglia, i missili v1 e v2 diretti contro le popolazioni civili britanniche. Trump ordina rappresaglie contro ponti, impianti di desalinizzazione, obiettivi civili. Crimini di guerra non accidentali ma volontari. Novembre si avvicina e con esso anche la sconfitta politica del partito del presidente: certa al congresso, ora probabile anche al senato. Conseguenza certa un nuovo impeachment e una dura battaglia del tycoon già pronto a non riconoscere la legittimità del voto. Uno dei momenti più bui della storia dell’occidente.
