Una pericolosa rete informatica in odore di terrorismo ha operato per 25 anni alla luce del sole (e con grande successo) con la connivenza di tutte le istituzioni statali italiane. Ma ci ha pensato il presidente statunitense Donald Trump a ristabilire verità e giustizia, calpestando la nostra sovranità nazionale ed il nostro stato di diritto.
Dal 26 agosto scorso il collettivo digitale Autistici/Inventati è nella lista delle organizzazioni terroristiche globali. Lo ha annunciato il segretario di stato Marco Rubio con un provvedimento che colpisce i gruppi che sosterrebbero frange violente dell’estrema sinistra. Secondo Washington, Autistici/Inventati avrebbe offerto infrastrutture e strumenti digitali a raggruppamenti radicali e Antifa garantendo l’anonimato alle comunicazioni tra militanti e supportandone l’organizzazione. La sanzione è la stessa riservata a chi finanzia e assiste il terrorismo nel mondo. La decisione è sta adottata unilateralmente dal governo Usa e non accompagnata da una condanna di un tribunale italiano. La conseguenza immediata è stato il blocco del conto Paypal e di quello presso Banca Etica che teme di subìre sanzioni secondarie, come l’impossibilità di operare danneggiando quindi i clienti. Una vicenda simile a quella che ha visto protagonista la relatrice Onu Francesca Albanese.
Autistici/Inventati respinge le accuse ricordando di “aver adempiuto scrupolosamente a tutte le richieste che gli sono state inoltrate formalmente dalle varie autorità” anche se gli Usa non hanno mai contattato il collettivo. Da ieri 6 settembre ha sospeso tutte le attività.
Autistici/Inventati ha fornito per 25 anni servizi gratuiti di posta elettronica, blog, spazi web, mailing list su piattaforma gratuita, basati su software libero, licenze aperte e autogestione. Senza sponsor e sulla base di donazioni libere ha attraversato i mari in tempesta della politica italiana con le uniche discriminanti di condivisione collettiva di antifascismo, antirazzismo, antisessismo, antimilitarismo, anticapitalismo. L’associazione dal 2018 risulta formalmente riconosciuta in Italia e gestiva 16 mila caselle email, 10 mila blog, 5.500 mailing list e 1.500 siti. Le radici del collettivo sono rintracciabili in Indymedia Italia, rete indipendente che durate il G8 di Genova raccontò le proteste e la macelleria di quelle drammatiche giornate attraverso testimonianze di attivisti, manifestanti e giornalisti. Troppo per i gusti di Mr. Trump.
Questa chiusura d’imperio subìta senza proteste da parte del governo Meloni ha anzi fornito l’occasione alla delegazione di Fratelli d’Italia al parlamento europeo per un affondo contro un funzionario legato all’associazione.
L’offensiva contro la libertà di pensiero e di espressione prosegue. Sul tavolo dunque non c’è solo la vicenda Report, il servizio pubblico radiotelevisivo che marcia inseguendo il pensiero unico, un mercato editoriale sempre più povero ed accentrato nelle mani di editori-esecutori di volontà autoritarie. Il tema della libertà di espressione non riguarda più soltanto il mondo dell’informazione, come dimostra il tentativo di mettere la mordacchia anche alla magistratura. Riguarda tutti i cittadini che nella imminenza di elezioni hanno diritto ad una informazione corretta e completa. La chiusura della piattaforma digitale Autistici/Inventati riguarda dunque tutti quelli che hanno a cuore la libertà di pensiero, oggi minacciata. Per questo Articolo 21 sarà al fianco del collettivo in questa battaglia che riguarda anche la sovranità giudiziaria dell’Italia.
