Marco non è un eroe. È un cittadino, un lavoratore, un padre che ha preso la coraggiosa decisione di denunciare i suoi persecutori mafiosi ed è diventato, così, un testimone di giustizia. Ieri Marco attraverso un collegamento telefonico con Davide Mattiello, coautore del libro, attraverso una cassa di risonanza è stato con noi a testimoniare la sua scelta e insieme a Davide a fare un ritratto di uno Stato che fatica a tutelare chi denuncia. Un atto di coraggio che c’ha interrogato a tutti i presenti se siamo capaci a farci Stato, se come come comunità riusciamo a camminare accanto a chi ha scelto di non tacere. Si ringrazia la Professoressa Maria Luisa Meo per la moderazione, il Comune di Città della Pieve per il Patrocinio e l’utilizzo degli spazi e l’ausilio del personale dipendente, ai nostri soci come Vittoria e Marco sempre disponibili a dare un fattivo contributo, e un particolare ringraziamento all’ Istituto d’istruzione superiore Italo Calvino con alcuni docenti e studentesse che nel periodo di vacanza erano presenti con letture a far onore al mandato della scuola come avamposto di cittadinanza attiva e legalità.
Ieri grazie a Davide Mattiello e a Marco M. abbiamo sentito arrivare come un vento freddo, gli squarci dello Stato quando la Mafia ha la meglio e dall’altra parte il conforto delle cerniere che ogni cittadino, che si sente Stato, può tirare e chiudere, per fronteggiarla. Ieri siamo cresciuti in consapevolezza. Articolo21 c’era. I presenti c’erano.
