Giornalismo sotto attacco in Italia

Attentato a Sigfrido Ranucci, arrestati i presunti autori

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Blitz dei carabinieri questa mattina all’alba: il Comando provinciale di Roma, insieme ai reparti dei comandi di Napoli e Avellino, ha eseguito un’operazione che porta una svolta significativa nell’inchiesta sull’attentato subito dal giornalista e conduttore di Report lo scorso ottobre.

L’operazione è scattata su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Roma, che ha accolto la richiesta della Direzione distrettuale antimafia capitolina. Tre le persone finite in carcere, una quarta è stata invece raggiunta dagli arresti domiciliari.

Agli indagati vengono contestati diversi reati: detenzione e porto in luogo pubblico di un ordigno esplosivo, il suo utilizzo, oltre a minaccia e danneggiamento. Le accuse sono aggravate dall’aver agito in un gruppo di oltre cinque persone e con modalità riconducibili al metodo mafioso.

Il riferimento è all’esplosione che lo scorso autunno colpì l’abitazione di Ranucci a Torvaianica, nel comune di Pomezia: un ordigno fatto detonare davanti al cancello della villa del giornalista distrusse due vetture parcheggiate e danneggiò la recinzione, in un episodio che mise in pericolo anche chi viveva nella zona.

Gli investigatori sono arrivati agli arresti dopo mesi di lavoro, incrociando immagini di videosorveglianza, rilievi tecnici e tabulati telefonici. Un ruolo chiave lo ha avuto l’identificazione del tipo di esplosivo impiegato, che ha permesso di risalire a una possibile filiera di approvvigionamento illegale, e l’individuazione di un veicolo ripreso da una telecamera lungo la Pontina, i cui spostamenti coincidevano con quelli dei telefoni in uso ai sospettati.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo non avrebbe agito di propria iniziativa ma su incarico di terzi, ancora non identificati, che avrebbero garantito un sistema di supporto agli esecutori, comprensivo di mezzi economici, utenze telefoniche riservate e assistenza in caso di necessità di allontanarsi dal Paese.

L’inchiesta prosegue: restano da accertare l’identità dei mandanti e le ragioni che hanno portato a colpire il giornalista, nodo che la Direzione distrettuale antimafia considera ancora il punto centrale da chiarire.

Rinnoviamo la solidarietà e la vicinanza di Articolo 21 a Sigfrido Ranucci e alla sua redazione anche contro ogni tentativo di bavaglio e delegittimazione.


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