Dopo aver nominato e poi cacciato dalla Fenice la loro direttrice preferita, Beatrice Venezi, ora vorrebbero cacciare dalla Biennale di Venezia anche il presidente Pierangelo Buttafuoco, uno dei pochi alfabetizzati di una destra che vuole comandare, ma non sa dirigere, altro che egemonia!
Non gli daremo il martirio ha detto il ministro Giuli di Buttafuoco, contestando la sua posizione e quella di una giuria, non a caso tutta al femminile, che ha giustamente protestato contro il tentativo di escludere la Russia, ma di chiudere gli occhi davanti ai padiglioni degli Stati Uniti, di Israele, degli Stati che hanno violato e ignorano ogni giorno i diritti umani e le stesse risoluzioni dell’ONU.
Invece di ringraziarli e condividere la loro posizione, il governo minaccia Buttafuoco, anche se non sa cosa fare, commissariare Buttafuoco? Liquidare lo statuto della Biennale? Trasformare anche la Biennale in Telemeloni?
Dopo la Fenice, anche la Biennale? La sconfitta referendaria gli ha dato alla testa, marciano verso l’auto dissoluzione, ma guai a distrarsi perché, prima di essere mandati a casa, potrebbero combinare un disastro dietro l’altro.
Meglio fermarli, ora e subito.
