Valutare i principali sviluppi che influenzano la libertà di stampa e dei media in Italia e sollecitare l’attuazione di riforme cruciali, sono questi i temi della missione del consorzio Media Freedom Rapid Response (MFRR) a Roma il 9 e 10 marzo. I risultati sono stati presentati nel corso della conferenza stampa svoltasi presso la sede del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti dalla delegazione composta da Renate Schroeder – European Federation of Journalists; Jamie Wiseman – International Press Institute; Elena Rodina – European Centre for Press and Media Freedom; Sielke Kelner – Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa; Flutura Kusari – European Centre for Press and Media Freedom; Dimitri Bettoni – Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e l’avvocato Marco Meo.
La missione si è concentrata su quattro temi principali: la riforma dell’emittente pubblica Rai e la sua conformità il regolamento europeo sulla libertà dei media (EMFA); il recepimento della direttiva UE Anti-SLAPP e la riforma in materia di diffamazione; aggressioni, minacce digitali e l’uso della sorveglianza contro i giornalisti, con riferimento al caso Paragon; concentrazione del mercato dei media, vendita GEDI e la sua compatibilità con l’EMFA.
Alla conferenza stampa ha partecipato la segretaria nazionale dell’Ordine Paola Spadari che ha illustrato le recenti iniziative del Consiglio nazionale sugli stessi argomenti, a partire dall’incontro con il Presidente della Repubblica e quelli con i presidenti di Camera e Senato nonché l’evento a Montecitorio del 5 marzo.
I componenti dell’MFRR hanno riportato i diversi incontri che hanno avuto, in particolare con la presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza della Rai e con la segreteria tecnica del Ministero della Giustizia. Purtroppo – hanno sottolineato – non sono stati ricevuti da alcun esponente del governo nonostante le richieste inoltrate.
L’ultimo rapporto di monitoraggio MFRR ha documentato 118 violazioni della libertà di stampa in Italia nel 2025. I casi registrati dal report MFRR includono aggressioni fisiche, molestie legali, gravi casi di spionaggio informatico e l’attentato al giornalista Rai Sigfrido Ranucci. Questa tendenza – dicono gli esponenti di MFRR – segnala l’esistenza di minacce strutturali alla sicurezza dei giornalisti, all’indipendenza editoriale e al pluralismo dei media in Italia.
