Giornalismo sotto attacco in Italia

Quattro anni dall’invasione della Russia in Ucraina

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24 febbraio 2022, quattro anni fa. Il leader russo Putin ordina l’inizio delle operazioni militari in Ucraina e segna una brusca escalation del conflitto russo-ucraino che in realtà è in corso dal lontano 2014. L’intervento armato viene preceduto da un prolungato ammassamento sul confine delle forze russe iniziato già nella primavera 2021, motivato da Putin sulla base del timore di una adesione dell’Ucraina alla NATO, e seguito da esercitazioni militari. Solo pochi giorni prima dell’invasione, la Russia riconosce l’indipendenza della Repubblica Popolare di Doneck e la Repubblica Popolare di Lugansk, e il 20 febbraio 2022 la Russia invia le proprie forze armate. La guerra provoca la maggiore crisi per l’accoglienza di rifugiati in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale, tanto che si è ritenuto necessario invocare la Direttiva di protezione temporanea.
 

Quattro anni dopo, ancora guerra, nessuna pace.

Quattro anni dopo, la guerra continua. Resta incalcolabile il bilancio di morti, feriti, tra militari e civili. Nessun bilancio diffuso rappresenta l’esatta fotografia dell’esito del conflitto. Mosca continua a bombardare le città ucraine, Kiev prosegue le azioni in territorio russo. Le forze ucraine dicono di aver ripreso la tenuta militare di oltre 400 chilometri quadrati di territorio e di otto città nella direzione di Oleksandrivka. Secondo i russi, Mosca controlla ormai quasi il 90% del Donbass.  Non si vedono oggettivi segnali di pace. Nei negoziati tra Russia, Ucraina, con la mediazione degli Stati Uniti, le posizioni restano distanti. Le questioni aperte rimangono sostanzialmente identiche. I russi chiedono il Donbass, gli ucraini non cedono sulla cessione di territorio. Si discute di forze di interposizione, del ruolo della Nato, come quattro anni fa. Il ruolo dell’Europa, dilaniata da divisioni e da una mancanza di autorevolezza della sua leadership, si barcamena tra inutili sanzioni, bloccate dal veto di Ungheria e Slovacchia, uno scontro tra Germania e Francia sul tentativo di Macron di avviare un dialogo con Mosca, e un deciso disimpegno di Trump alle prese con la crisi della sua popolarità, travolto dagli scandali dei file del finanziere Epstein e da un fallimento delle sue politiche economiche.


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