Giornalismo sotto attacco in Italia

A “Macchie e Inchiostri” il ricordo di Mario Paciolla

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Serata intensa e partecipata, ieri all’ultimo appuntamento di “Macchie e Inchiostri”. “Abbiamo affrontato insieme il caso di Mario Paciolla, archiviato come suicidio, ma al centro della coraggiosa battaglia dei suoi genitori, Anna Motta e Pino Paciolla, presenti all’incontro, che con dignità e determinazione continuano a chiedere verità e la riapertura delle indagini.
Un momento di confronto profondo, arricchito anche dalle riflessioni della sostituta procuratrice del Tribunale di Pesaro, la dottoressa Letizia Fucci, che ha sottolineato come possano esserci le condizioni per riaprire il caso. Parole importanti, che hanno acceso consapevolezza e responsabilità. – scrivono gli organizzatori  – Grazie a tutte le persone che hanno partecipato con attenzione, rispetto e partecipazione così sentita. La grande presenza di pubblico ha reso questo ultimo incontro un vero successo del festival, dimostrando quanto sia forte il bisogno di approfondire, capire e non smettere di fare domande. Macchie e Inchiostri si chiude così: con una sala piena, tante coscienze accese e la convinzione che la ricerca della verità sia un impegno collettivo.
Grazie di cuore a tutti. E poi c’è Mario. Mario che non se n’è andato davvero. Resta con noi in ogni domanda che facciamo, in ogni silenzio che non accettiamo, in ogni persona che ancora si batte perché la verità venga fuori. Era un ragazzo solare e bello, uno che voleva solo un mondo più giusto, che ascoltava chi nessuno ascoltava, che portava pace dove c’era guerra, che scriveva poesie per non perdere la speranza. Chissà quante cose avrebbe avuto da raccontare qui, a Macchie e Inchiostri: sicuramente sarebbe stato un ospite prezioso del festival, con la sua esperienza diretta, la sua sensibilità, il suo sguardo limpido sulle ingiustizie. E sicuramente sarebbe nata una bella amicizia, di quelle vere, fatte di chiacchiere sincere, caffè insieme e idee condivise per cambiare qualcosa.
La sua voce non si è spenta quella notte: la sentiamo ancora, forte e chiara, nelle lotte di Anna Motta e Pino Paciolla, nei loro occhi che non si arrendono mai.
Mario Paciolla è ancora qui. Vive nei cuori di chi non dimentica, in chi continua a dire “non è finita così”. E noi lo terremo sempre vivo, con il rispetto e l’affetto che merita un uomo che ha provato a rendere questo mondo un po’ meno ingiusto. Grazie Mario, grazie Anna e Pino”.

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