Massimo Villone, costituzionalista di vaglia, militante storico della sinistra e parlamentare di lungo corso, parla con Articolo 21 della raccolta firme (per fortuna andata a buon fine) che ha promosso, insieme ad altri quattordici cittadini benemeriti, per arginare l’arroganza di un governo che al referendum costituzionale sulla giustizia mira al plebiscito. Come ha sottolineato la Corte di Cassazione nell’ordinanza dello scorso 6 febbraio, infatti, chiarire bene i sette articoli della Costituzione che verrebbero modificati in caso di vittoria del SÌ costituisce un atto di democrazia, da esplicitare sulla scheda elettorale affinché il voto popolare possa essere davvero libero e informato. Il mancato spostamento della consultazione, in spregio a ciò che prevede la legge relativa a questa materia, è dunque un altro elemento che indica da una parte il modo di intendere la politica e le istituzioni da parte di coloro che ci governano ma dall’altra anche la paura che cominciano ad avere, ora che il NO è in netta risalita, specie fra i giovani.
Quest’intervista, pertanto, si pone l’obiettivo di approfondire le singole questioni, di riflettere sulla deriva globale in corso nell’era del trumpismo arrembante e dell’attacco agli organi di garanzia, di difendere la Costituzione e, più che mai, di tutelare un patrimonio di valori che dovrebbero essere condivisi e ai quali, almeno noi, non intendiamo rinunciare.
