Un’incrinatura fatale. Quodlibet pubblica una nuova edizione de ‘Il terrore’ di Machen

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Ciò che scivola nelle orecchie del lettore, come in quelle degli abitanti di Meirion, località immaginaria del Galles, e di Meidlingham nelle Midlands, è l’eco di fatti raccapriccianti e inspiegabili. Simile a un veleno shakespeariano si insinua nel cervello, assumendo forme mostruose proprio a causa della natura di ogni pur attendibile diceria: frammentaria, elusiva, parziale, soggetta a ricostruzioni inevitabilmente arbitrarie e spesso fuorvianti.

Il terrore, destinato a diffondersi come un morbo sconosciuto nel Regno Unito dal 1914 al 1916, inizia con la voce fuori campo dell’ignoto Narratore che ci riferisce la notizia – subito occultata dalle autorità, come del resto le successive – dell’incidente di volo occorso al tenente Western-Reynolds, il cui aereo diretto in Francia precipita con le pale dell’elica spezzate a causa di un gigantesco stormo di piccioni arrivato a folle velocità. Subito dopo si verificano esplosioni misteriose nelle fabbriche di munizioni e altro materiale bellico situate nelle Midlands. I corpi degli operai vengono immediatamente fatti sparire, ma non prima che qualcuno ne abbia potuto osservare i volti morsicati.

Nello stesso momento, in un angolo sperduto e idilliaco del Galles, si susseguono morti drammatiche, e da questo punto in avanti il Narratore consegna l’onere del racconto e dell’indagine al serio e allarmato dottor Lewis e al suo interlocutore principale, il divagante e ozioso Mr. Remnant.

In un paesaggio privo di elementi visibili di minaccia, dove le fattorie bianche isolate sui promontori rocciosi o sulle colline digradano dolcemente verso il mare, le deduzioni di Lewis e Remnant e le congetture sempre più disorientate degli abitanti si affannano a cercare il senso di delitti ogni giorno più tragici.

Bambine scomparse, uomini annegati nella melma vischiosa della palude, un’intera famiglia di agricoltori trovata davanti alla propria fattoria con il cranio spaccato e la faccia massacrata di colpi.

Arthur Machen

Il Terrore che ha preso possesso della Contea non ha spiegazioni e, quel che è peggio, l’Autorità non offre riparo, preferendo chiudersi in un silenzio arrogante quanto impotente. Machen rallenta in vari punti il ritmo della narrazione con argomentazioni minuziose per acuire la tensione descrivendo il diffondersi progressivo del panico, mentre la popolazione cerca una sponda al disorientamento nell’idea paranoide che i crimini siano perpetrati da soldati tedeschi nascosti nel sottosuolo.

Con le premure dettate da una pietas colma di calore l’Autore posa lo sguardo su Johnnie Roberts, il bambino morto in mezzo a un boschetto dopo aver inseguito le minuscole luci prodotte dagli occhi delle falene, o sul cane da pastore giallo che invoca aiuto per la sua famiglia umana ormai estinta.

Ci descrive in modo accorato l’urlo prolungato e lamentevole del pittore Secretan nella notte, il cui diario svelerà infine a Lewis ciò che si cela dietro il mistero. Un’invocazione soprannaturale (lo spettro di una voce), quella dell’artista, che sembra arrivare dalle viscere della terra, anticipando le suggestioni ancestrali de Il richiamo di Cthulhu di Lovecraft.

Si prova un brivido di reale paura al pensiero che l’incrinatura fatale prodotta nell’ordine delle cose da una specie umana sempre più cieca ed ebbra di morte possa portare a una ribellione della natura. Come se degli uomini, autoelettisi monarchi assoluti e illuminati del pianeta, venissero all’improvviso smascherate millanteria e ferocia.

Sentiamo assai vicine le ali fruscianti dei corvi di Du Maurier e Hitchcock.

 

Il terrore

A cura di Giuseppe Lucchesini
ISBN 9788822907608
2022, pp. 152
135×210 mm, brossura con bandelle
€ 12,00
Arthur Machen (Caerleon-on-Usk, Monmouthshire, 1863 – Beaconsfield, Buckinghamshire, 1947) è uno scrittore gallese noto soprattutto per i suoi racconti dell’orrore, del fantastico e del soprannaturale, nei quali spesso utilizzò elementi tratti dalle leggende e dal folclore gallese. Tra le opere ricordiamo il romanzo Il grande dio Pan (The Great God Pan, 1894), i racconti I tre impostori (The Three Impostors, 1895), La polvere bianca (The White Powder, 1897), La casa degli spiriti (The House of Souls, 1906) e Gli arcieri (The Bowmen, 1914). L’opera di Machen ha esercitato una notevole influenza su scrittori come Howard Phillips Lovecraft, Peter Straub, T.E.D. Klein e Stephen King.
https://www.scriptandbooks.it/2022/06/25/unincrinatura-fatale-quodlibet-pubblica-una-nuova-edizione-de-il-terrore-di-machen/

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