”Senza donne non se ne parla”. Rai Radio 1 rilancia la campagna ‘No women, no panel’

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Il diritto di esserci, il dovere di rappresentare la realtà. C’è ancora il bisogno di ricordarlo. Convegni, commissioni, comitati, conferenze, dibattiti dove solo uomini siano invitati a parlare, dove solo un genere sia rappresentato sono un assurdo, un’esclusione d’altri tempi, una privazione per la società. Una cattiva e fuorviante rappresentazione del reale.

Aprite gli occhi : le donne ci sono, in qualsiasi settore, su qualsiasi tema. Gli esperti non sono più solo uomini anche se, a parità di ruolo, continuano a guadagnare di più e anche questo è un triste gap da superare. Un panel con rappresentanti solo maschili è la fotografia di un piccolo mondo antico, di un dibattito monco, inutile, dannoso.          

Eppure sono ancora tanti i panel organizzati così, con uno squilibrio di genere che sa di rimozione. Ma sono anche sempre di più gli uomini che dicono no e declinano l’invito. E’ il momento di insistere.  I diritti delle donne sono diritti di tutti. Il salto culturale è necessario per sradicare modelli e stereotipi che sono alla base anche della violenza di genere.

Rai Radio 1 rilancia campagna NO WOMEN NO PANEL / SENZA DONNE NON SE NE PARLA in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione Europea in Italia e la Commissaria UE Mariya Gabriel ideatrice dell’iniziativa. Ci impegniamo ad una equa rappresentanza di genere in tutte le trasmissioni, a valorizzare il talento e le competenze delle donne e degli uomini impegnati egualmente a dare il proprio contributo allo sviluppo civile, economico e culturale del Paese. Chiede a tutte le sedi istituzionali, pubbliche, private, al mondo scientifico e mediatico di aderire a questo impegno: inserire in maniera quanto più possibile paritaria nei convegni, nelle conferenze, nelle commissioni, nei dibattiti radiotelevisivi, sui giornali, presenze femminili e maschili. E quando questo non sia garantito, ricordarsi che si può sempre dire “no, grazie”. Pluralismo è anche questo.

State con noi.

NO WOMEN – NO PANEL      SENZA DONNE NON SE NE PARLA

The right to be there, the duty to represent reality.

There is still a need to remember it. Conventions, commissions, committees, conferences, debates where only men are invited to speak, where only one gender is represented: they are absurd, an exclusion of other times, a deprivation for society. A bad and misleading representation of reality.

Open your eyes: there are women in any sector, on any subject. Experts are no longer just men even if, for the same role, they still earn more, and this is also a sad gap to overcome. A panel with only male representatives is the photograph of a small ancient world, of an incomplete, useless, harmful debate.

Yet there are still many panels organized like this, with a gender imbalance that smacks of repression. But there are also more and more men who say no and decline the invitation. It is time to insist. Women’s rights are everyone’s rights. The cultural leap is necessary to eradicate patterns and stereotypes that are also the basis of gender-based violence.

Rai Radio Uno relaunches the NO WOMEN NO PANEL campaign with the European Commission Representation in Italy and the EU Commissioner Mariya Gabriel, campaign’s creator. It is committed to equal gender representation in all broadcasts, to enhance the talent and skills of women and men equally committed to making their own contribution to the civil, economic and cultural development of the country. It asks all institutional, public, private, scientific and media world to adhere to this commitment: to include women and men as much as possible in conferences, commissions, radio and television debates, newspapers. And when this is not guaranteed, remember that you can always say “no, thank you”. This is also pluralism.

Stay with us.

3 thoughts on “”Senza donne non se ne parla”. Rai Radio 1 rilancia la campagna ‘No women, no panel’

  1. Sono un medico oncologo quasi alla pensione e devo dire che per poter realizzare questa attività c è voluttà un lavoro costante e di presenza continua
    Purtroppo nelle zone meridionali dove io lavor ( provincia di Napoli ) si fa molta più fatica sn andare avanti e realizzare un progetto se non si hanno le opportune conoscenze
    All inizio i colleghi interni si chiedono quale interesse ci sta dietro a quello che stai realizzando poi se tu tieni duro e continui per la tua strada incominciano a dire che sei tosta scorbutica aggressiva
    E la mentalità degli uomini che deve cambiare e questo è un lavoro di educazione che si fa tutti i giorni con il proprio lavoro e le proprie scelte e cercando di realizzare le proprie speranze e le proprie convinzioni e cercare di valorizzare la propria persona
    Purtroppo se non si è ben determinati se una donna è un po’ più fragile nell’ incontro con L uomo può soccombere e accettare comportamenti che razionalmente no. Si consentirebbe
    Allora qui ci vuole il sostegno della famiglia e delle istituzioni e una compagna di educazione continua
    Grazie per L opportunità

  2. Io ho un’esperienza diretta contraria, in cui, nonostante le profonde ingiustizie subite, ho evitato ogni tipo di violenza verso la mia ex moglie, anche di fronte all’opposizione a un sereno rapporto con mio figlio. Se può interessare, posso approfondire.

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