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‘Quei giornalisti ebrei cancellati dal fascismo’, oggi iniziativa a Trieste

 
I presidenti dell’Ordine regionale Cristiano Degano e dell’Assostampa Fvg Carlo Muscatello reiscriveranno ad honorem sette colleghi, tra professionisti e pubblicisti, che ottant’anni fa furono espulsi dagli elenchi professionali per via delle leggi razziali. Appuntamento alle 11 al Circolo della stampa.

Venerdì 18 settembre alle 11, al Circolo della stampa di Trieste (corso Italia 13), i presidenti dell’Ordine dei giornalisti regionale Cristiano Degano e dell’Assostampa Fvg Carlo Muscatello reiscriveranno ‘ad honorem’ i sette giornalisti triestini, tra professionisti e pubblicisti, che ottant’anni fa il fascismo cancellò dagli elenchi professionali. Questi i loro nomi: il professionista Federico Levi, stenografo al Piccolo; i pubblicisti Edvige Levi Guanalachi, collaboratrice del Popolo di Trieste, Vito Levi, collaboratore del Piccolo, Alice Pincherle, Aldo Cassuto collaboratore del Piccolo e dell’Ambrosiano, Mario Bolaffio, pubblicista tecnico e Isacco Kleim, pubblicista tecnico.

«La data scelta è simbolica: il 18 settembre del 1938 Mussolini, capo del fascismo, proprio a Trieste, in un comizio in piazza dell’Unità, annunciò il varo delle leggi razziali che tante vittime provocarono nella folta comunità ebraica triestina: era il via alle persecuzioni, sfociate nei campi di concentramento e di sterminio, d’intesa con il dittatore nazista Hitler», spiega una nota dell’Assostampa.

Spicca nell’elenco il nome di Vito Levi, nato nel 1899 e morto nel 2001, musicologo, critico, scrittore, storico della musica, professore al Conservatorio e all’Università, al cui nome fanno ancora riferimento molte organizzazioni culturali triestine. Dovette abbandonare l’insegnamento, scrivere con lo pseudonimo di Bruno Bruni e, infine, lasciare Trieste nascondendosi a Venezia.

«L’ho conosciuto alla fine degli anni ’50 quando, praticante, lavoravo nella redazione periferica del Gazzettino», ricorda Luciano Ceschia, presidente onorario dell’Assostampa Fvg. «Levi – aggiunge – continuava a scrivere ed era un riferimento di tutta la cultura della città che ascoltava rapita i suoi ricordi, tra l’altro sui rapporti con Svevo, Saba, Benco e Tomizza, che fu suo genero. “La musica, la vita del suo tempo e oltre il suo tempo” sono parole tratte dalla sua lectio in occasione del conferimento della laurea honoris causa della facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Trieste nel giugno del 1981».

All’incontro, che sarà introdotto dal presidente del Circolo della Stampa, Pierluigi Sabatti, interverranno il rabbino Meloni ed esponenti del mondo ebraico, la preside Militello con la professoressa Benussi e alcuni allievi del liceo Petrarca di Trieste, artefici della mostra ‘Razzismo in cattedra’. Parteciperà il professor Enrico Serventi Longhi, docente di Storia alla Sapienza di Roma, al quale si deve la ricerca negli archivi della Fondazione Murialdi sulle epurazioni della categoria.

PER APPROFONDIRE
In ossequio alle norme anti-Covid i posti in sala sono limitati: è necessario prenotare chiamando lo 040 370371 (ore 9-15).

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