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La fase 3 (!) e i numeri “Tarocchi”

 

Ben 30 (trenta!) camion militari uscirono dall’obitorio di Bergamo con 62 (sessantadue!) bare all’interno. Probabilmente i camion sarebbero dovuti essere 31 per avere l’esatta disposizione di N. 2 (!) bare a camion… Forse non si è rispettato il distanziamento (?), ma forse solo con 62 (sessantadue!) camion si sarebbe rispettato il criterio… Però non si capisce quale criterio sia mai stato. Quello dello scoop giornalistico? Nella emergenza Covid i numeri sono alla base di ogni follia. Tra gli ultimi dati taroccati emerge la “spiegazione” dell’assessore lombardo alla salute che, con un criterio rubato alle televendite, ha stabilito:  prendi due e scrivi uno! Magari il suo dato statistico sul contagio era copiato dagli anni settanta, quando un grande Paolo Ferrari tentava (inutilmente) di sostituire il fustino di marca con due anonimi, proponendo: due invece di uno.

Un professore americano, a marzo, stabilì che l’Italia si sarebbe dovuta dotare di 100.000 (centomila!) posti letto in rianimazione, circa il doppio della Cina. Subito alcuni privati hanno fatto realizzare alla fiera di Milano (per 21 milioni!) un isolato e scollegato padiglione di rianimazione che ha accolto ben 5 (cinque!) pazienti; per i restanti 99.995 siamo in attesa che il governo provveda. La storiella che ha fatto ridere di più fu quella dei 50 (!) centesimi a mascherina. Quello suscitato dagli “esperti” è solo un triste umorismo involontario. Per i tamponi non si è capito cosa costano e chi paga. Si parte dal valore del tampone vero e proprio di 1(!) euro per arrivare anche ai 50 (!) euro, che vengono rimborsati solo ai malati. Come premio di consolazione. Inconfutabile Nino Cartabellotta che ha stigmatizzato come taroccati i dati lombardi che si articolano in: casi totali, guariti, attualmente guariti, dati ponderati, indice di contagio, sani, malati, contagiati, morti, morti in casa, morti sospetti. Mancano solo i risorti. Numeri impazziti, di molto inferiori al danno epocale procurato. L’ultima parola a Vittorio Feltri, ma prima deve bere qualche grappa sanificante.

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