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“Dio d’illusioni” di Donna Tartt, ipnotico viaggio nella “banalità” del delitto

 

In un piccolo ed esclusivo college del Vermont vivono Bunny, Henry, Francis e i due gemelli Camilla e Charles che studiano greco e latino con Julian, docente carismatico. Attratto dalla confraternita elitaria si aggrega Richard – in “Dio d’illusioni” protagonista narrante – che nasconde le sue origini squattrinate per essere accettato dal gruppo. Quei ventenni annoiati e viziati, guidati da Henry che ha sugli altri un forte ascendente, riempiono il tempo libero tra alcol, droga e perversioni amorose. L’influenza della cultura antica e mitologica in loro diventa culto dei baccanali – Dio di illusioni è Bacco o Dionisio – spartiacque tra bene e male vissuto con banale indolenza. Sin dall’inizio affiora esoterico il ricordo di un delitto …

“Dio di illusioni” di Donna Tartt, grazie alla perfezione stilistica e alla profondità psicologica dell’autrice, non è solo un thriller basato sul mistero, piuttosto una tragedia greca che evidenzia l’inconscio di adolescenti alienati, futura classe dirigente che si crede superiore all’individuo medio, sotto un delirio di onnipotenza che li legittima a liberare qualsiasi istinto, finché non si affaccia ciò che resta della coscienza interiore. “Dio di illusioni” è l’esordio di un’autrice che, nel 2014, è stata insignita del premio Pulitzer. La Tartt scrive, con dedizione totale, una lunga e dettagliata storia ogni dieci anni. Il risultato è uno di quei romanzi che fanno compagnia e ci arricchiscono: possenti, istruttivi e al tempo stesso ipnotici.

 

Traduttore: Idolina Landolfi

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Collana: Contemporanea

Edizione: 3

In commercio dal: 9 aprile 2003

Ebook, Euro 7,99

Cartaceo, Euro 13

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