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Caso Gregoretti. Il Senato dà via libera al processo contro Salvini su richiesta del Tribunale dei ministri

 

L’intervento di Salvini al Senato, il comizio di un tribuno ormai alla frutta

Nessun apparente passo indietro, nessun apparente cedimento nel comizio da tribuno dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nel corso del suo intervento nell’aula del Senato E tuttavia l’argomentazione, i contenuti, quell’appellarsi finale alla Procura di Catania che vorrebbe l’archiviazione delle accuse (omettendo abilmente la richiesta del tribunale dei ministri), il tono hanno pressoché dimostrato la fragilità psicologica e politica del leader della Lega. Salvini ha ribadito la propria linea sul caso Gregoretti e, dunque, come annunciato già ieri, è pronto ad andare a processo. Una conferma arrivata durante l’intervento che ha chiuso la discussione sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del leader della Lega, accusato di sequestro di persona per avere negato l’autorizzazione allo sbarco dei migranti salvati dalla nave Gregoretti della Marina. Rivolgendosi a maggioranza e opposizione, e dopo aver accusato il governo di “essere scappato” dall’aula, Salvini ha ribadito quanto già affermato: “Io ritengo di avere difeso la mia patria. Non chiedo un premio, però, se ci deve essere un processo che ci sia. Andrò a rivendicare tutto ciò che collegialmente abbiamo fatto. Difendere i confini era mio dovere”. Processo che, secondo l’ex ministro, si chiuderà con l’archiviazione, come appunto sostiene la Procura, ma sarà in ogni caso l’occasione per far chiarire a un giudice “se sono un criminale oppure no”. Nell’argomentazione da tribuno spicca una demagogica citazione ai figli (demagogica perché l’appello ai figli varrebbe allora per chiunque fosse indagato per qualunque reato), e l’ex ministro ha anche lanciato una stoccata verso gli ex alleati 5 stelle, e in particolare a Toninelli e Di Maio, che “o c’erano ed erano d’accordo o c’erano e non hanno capito, che forse è più grave”. Insomma, ed ecco la tesi politica di fondo,  “se difendere l’onore dell’Italia è un dovere di un politico o un crimine che merita fino a 15 anni di carcere, voglio che qualcuno metta la parola fine a questo dibattito surreale”. Matteo Salvini,  lamenta: “non ne posso più di passare da criminale, ho difeso i confini del mio paese”. E qui un’altra demagogica citazione ai suoi figli, i quali devono sapere se suo padre è un eroe, perché ha difeso i confini (si è pure appellato alla Costituzione), o se è un criminale. Ora, se un ministro rivendica la difesa dei confini deve pur dimostrare quale sia l’entità delle forze che premono sui confini, con quali armi, e soprattutto con quali rischi per la nazione. Su questo Salvini ha furbescamente taciuto, poiché sapeva benissimo che la difesa dei confini era stata effettuata contro poveri naufraghi, usciti da guerre e condizioni di violenza e fame. Così come sapeva bene che il diritto del mare non solo impone il salvataggio dei naufraghi, dunque il soccorso, ma anche lo sbarco in un porto sicuro. Ma anche su questo Salvini ha furbescamente taciuto.

De Petris, nessuno è al di sopra della legge

“Con il voto di oggi il Senato ha difeso un principio sacro: quello per cui nessuno è al di sopra della legge” afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto. “Spetterà alla magistratura – prosegue – valutare le eventuali responsabilità penali del senatore Salvini. A noi spettava però la responsabilità di chiarire che non era in gioco nessuna difesa dell’interesse nazionale, che non c’era alcuna minaccia ai confini e che quindi non c’era alcun interesse pubblico nel costringere oltre 130 persone a restare di fatto prigioniere su una nave non attrezzata adeguatamente da nessun punto di vista. Le sole esigenze erano quelle della propaganda di Salvini”. A sua volta, il capogruppo al Senato del Pd ha alzato il tiro contro la presidente Casellati. “La Casellati ha permesso di dire a Salvini cose assolutamente inaccettabili, offensive e non corrispondenti al vero. Ha per esempio lui detto che il governo non era presente invece i membri del governo sono presenti ma giustamente non siedono ai banchi del governo perché questa è una decisione esclusivamente parlamentare. L’atteggiamento della Casellati nei confronti di Salvini è inaccettabile”. Pietro Grasso ha invece chiarito la questione della difesa dei confini nazionali: “il ministro dell’Interno ha agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante? O, in alternativa, Salvini ha sequestrato decine di persone a bordo di una nave militare italiana senza le necessarie garanzie sanitarie per perseguire un preminente interesse pubblico? In gioco non c’è il futuro di un senatore ma un principio di legalità che è alla base della nostra democrazia. I fatti, più forti della propaganda e più caparbi della mistificazioni, ci offrono una risposta inequivocabile”.

Crimi: Salvini ha usato suo ruolo a fini di propaganda

“Nel precedente governo, il MoVimento 5 Stelle ha voluto affrontare fin dall’inizio il grande e complesso tema dell’immigrazione in modo razionale, intervenendo con determinazione e collegialità. In una prima fase abbiamo assunto decisioni anche impopolari, che tuttavia hanno consentito al presidente Giuseppe Conte di rimettere al centro dell’agenda europea il fenomeno migratorio. Abbiamo costretto l’Unione a prendere atto del fatto che un tema tanto importante non potesse essere delegato al solo nostro Paese, ma che fosse necessaria l’assunzione di responsabilità da parte di tutti, adottando la linea comune della redistribuzione. Abbiamo agito con determinazione, ma rispettando sempre le vite umane, salvaguardando le persone più deboli e garantendo l’assistenza necessaria”. Così Vito Crimi, capo politico reggente del M5S, sul Blog delle Stelle. “La linea dunque assunta dal Governo ha portato ad un importante cambio di approccio da parte dell’Europa, che non aveva bisogno di inutili prove di forza, quale è stata, a tutti gli effetti, la vicenda Gregoretti, trasformata dall’ex ministro dell’Interno in una brutta pagina di storia per la nostra Repubblica. In tale occasione un membro delle Istituzioni ha utilizzato il suo ruolo a fini di propaganda, di speculazione politica di parte e al contempo a fini personalistici”, sottolinea Crimi.

Da jobsnews

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