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La libertà di pensiero è un bene di tutti

 

Sandra Scarpellini sindaco di Castagneto Carducci (provincia di Livorno) è stata oggetto di commenti offensivi apparsi sul suo profilo facebook per aver condiviso la preoccupazione di Don Luigi Ciotti dopo l’approvazione del Decreto Sicurezza Bis recante “Disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica”. Il presidente di Libera ha pubblicato lo slogan “La disumanità non diventi legge” e in molti lo hanno ripreso sui social tra cui la stessa Scarpellini. La solidarietà  nei suoi confronti non è mancata e in tanti le hanno manifestato la vicinanza per difendere la libertà di pensiero come bene supremo tra cui noi di Articolo 21, la Federazione nazionale della stampa e l’Ordine nazionale dei giornalisti. Quando viene meno la libertà di pensiero  non ci accorgiamo che ci priviamo della nostra libertà e diventiamo ostaggi di noi stessi. Rivolgersi al prossimo con sentimenti di odio scagliando parole offensive e insultanti appare sempre più un modo per ripudiare ogni forma di civiltà e di pacifica convivenza. Il nemico non è il nostro simile che non la pensa come noi ma chi ci induce a crederlo senza averne motivo. L’istigazione a ferire con parole violente e aggressive ci condurrà a odiarci tra noi come se fossimo degli eserciti schierati uno di fronte all’altro.

Condividiamo le parole di ringraziamento che Sandra Scarpellini ci rivolge con l’unico obiettivo di non allentare ogni sforzo per difendere sempre un diritto della Costituzione troppe volte calpestato: l’articolo 21.

«Desidero ringraziare di cuore. Provo sempre a dare un senso alle cose che accadono e quindi ad analizzare le vicende, senza rimanere schiacciata dal piano emotivo. In questo frangente mi colpiscono un paio di elementi; da una parte che sia considerata coraggiosa da alcuni la presa di posizione di un Sindaco su temi simili. La dice lunga sulla condizione di palude in cui viviamo (non a caso una “signora” mi suggerisce di smetterla di provocare…). Dall’altra, l’invito di alcuni a “non impicciarmi di certe cose e dedicarmi a fare il Sindaco”, come se farlo non fosse anche questo. Come se fare il Sindaco non fosse avere a cuore ogni vita umana, il rispetto dei trattati internazionali e della Costituzione. Come se farlo fosse il mero amministrare un condominio e non ragionare ad ampio spettro del mondo in cui siamo. Restando sul concreto: fare il Sindaco comporta di toccare con mano che quei decreti dovrebbero essere chiamati “decreti paura”, non “sicurezza”, perché nella loro applicazione a mio avviso non producono maggiore sicurezza agli Italiani. Forse combattere l’evasione fiscale, mettere risorse su sanità e sociale e dare una mano concreta alle famiglie che non arrivano in fondo al mese consentirebbe di creare meno odio e più sicurezza reale. Questo è il mio pensiero.

Poi c’è tutto il resto…offese e insulti volgari somministrati scientificamente come medicina, attraverso una macchina della comunicazione perfetta, che dà il via a squadristi da social senza ritegno. Ecco che sono felice di avere avuto l’opportunità di conoscere Roberto Rinaldi in una bellissima serata alla “gogna”, con Paolo Borrometi, Nadia Monetti e Vittorio Di Trapani, e i nostri Elisabetta Cosci e Giampaolo Beotti, a ragionare di Libertà alle “Vie del giornalismo”.
Il manifesto di questa edizione porta scritto l’articolo 1 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.
Fu adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 10 dicembre 1948, dopo che il mondo aveva conosciuto l’inferno sulla terra. Per me è pietra miliare, come donna, come cittadina italiana ed europea, come Sindaca di Castagneto Carducci»

Un grazie ad Articolo 21, FNSI e Ordine dei giornalisti.

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