“Uno dei paradossi politici del presente è che i gruppi fascisti, che sono condannati e dichiarati illegali dalla Costituzione Repubblicana, operano liberamente e minacciano impunemente, mentre un giornalista che ne studia e documenta le malefatte è costretto a vivere sotto scorta da sette anni”. Lo ha detto, con una amara constatazione sulla sua personale vicenda professionale, il giornalista di Repubblica, Paolo Berizzi, in occasione della presentazione ad Orvieto del suo lavoro “Il libro segreto di CasaPound”, volume giunto in pochi mesi alla sesta edizione. Il libro e stato discusso di fronte a un folto pubblico nell’atrio del Palazzo dei Sette. L’incontro, a cura di Articolo 21, della CGIL, dell’ANPI e di Libera, è stato introdotto da Giuliano Santelli e coordinato da me e ha offerto a Berizzi l’opportunità di svolgere un’ampia disamina dell’attualità e dell’acutezza del pericolo neofascista, sia a livello interno che internazionale, in una fase storica in cui i nostalgici dei regimi totalitari e le organizzazioni della destra più estrema, come CasaPound, si sentono tutelati e protetti da un quadro politico caratterizzato da forti spinte autoritarie, da continui attacchi allo spirito e alla lettera della Costituzione antifascista e da un contesto in cui il pluralismo e la libertà di informazione sono sempre più sotto scacco. Un quadro caratterizzato dal costante tentativo di negare la presenza fascista, relegandola a fenomeno storico di un passato inattuale, mentre al contempo alcune tra le più alte cariche dello Stato continuano a farne apologia. Paolo Berizzi ha concluso il convegno con una nota di fiducia sul futuro, facendo particolarmente riferimento a un nuovo protagonismo giovanile, che si è manifestato nella partecipazione al Referendum, con l’espressione di un voto a difesa della Costituzione e della democrazia, e nei movimenti pro Palestina; un patrimonio di impegno che la politica deve valorizzare e non disperdere.
