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“Juliet, Naked” il sogno adolescenziale di incontrare il proprio mito ma la realtà è tutta un’altra musica

 

“Juliet, Naked, Tutta un’altra musica” tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby e diretto da Jesse Peretz, racconta di una coppia che vive in una cittadina britannica in riva al mare. Lui ha il culto di una rock star della sua giovinezza di nome Tucker Crowe, l’aspirazione di lei è riempire con un figlio la loro vita noiosa. Un giorno emerge un album inedito di Crowe e la donna, entrando in rotta di collisione con il suo uomo, lo stronca online. Il rapporto tra i due s’incrina. All’improvviso però – potenza di internet! – il musicista fantasma, ormai invecchiato e sconosciuto, la contatta e … da quella conoscenza virtuale gli avvenimenti cambieranno corso, sarà tutta un’altra musica.

Lo spunto solletica il ricordo di un sogno adolescenziale appartenuto a molti: incontrare il proprio idolo, anche se questa volta il divo è imbolsito, brizzolato e perdente. Il film ritrae in qualche modo lo scollamento tra l’ideale del mito e la sua elaborazione nella realtà, con una svolta imprevista. Gli attori – un invecchiato Ethan Hawke nella parte del rocker, Rose Byrne in quella d’una tiepida fan e Chris O’Dowd nei panni del cultore di idoli – fanno del loro meglio. La sceneggiatura tuttavia non riesce a dare una sferzata vitale alle situazioni del film e, per quanto sia una gradevole commedia, il suo spessore è esile. Comunque una vera garbata combinazione alla Nick Hornby.

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