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Centro Astalli: profondo dolore per l’ultimo naufragio, situazione inaccettabile

 

La notizia dell’ultimo (solo in ordine di tempo) naufragio nel Mediterraneo ha rimesso al centro de dibattito l’esigenza di ripensare le politiche migratorie. E il primo intervento dopo questa tragica notizia è quello del Centro Astalli che in una nota dice di aver appreso “con profondo dolore dell’ennesima morte di innocenti in mare. Già vittime di politiche ingiuste nei loro Paesi di origine, di violenze e soprusi durante il viaggio, sono vittime anche dell’egoismo dei governi europei che si ostinano in atteggiamenti di chiusura. Il traffico di esseri umani, le violazioni gravi di diritti umani e le guerre sono causa delle migrazioni verso l’Europa. Sono queste le piaghe da combattere con il potenziamento della cooperazione allo sviluppo, con un’intensa attività diplomatica volta al ripristino e al mantenimento della pace e con l’attivazione immediata di politiche di ingresso legali e sicure per quanti legittimamente chiedono di entrare in Europa”. Padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, sottolinea che: “Continuare a considerare e rappresentare i migranti come cause dei nostri mali, attuando politiche di respingimento, è un errore grave e irresponsabile che ha come conseguenza immediata, non più accettabile, la morte e la sofferenza di centinaia di persone e, a lungo termine, l’avvelenamento del clima culturale dei Paesi europei, con pericoli che nessuno può prevedere fino in fondo”.

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