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La Turchia deve rispettare l’indipendenza dei media stranieri. Nota congiunta di sindacati e organizzazioni internazionali

 

La Turchia non è un paese per giornalisti, come conferma l’ennesimo tentativo di silenziare l’informazione libera. Non solo quella interna.
A decine di giornalisti potrebbero non essere rinnovati i permessi per continuare a lavorare nel Paese. Tre sono già stati costretti a tornare in Patria: due corrispondenti tedeschi e un collaboratore di una testata olandese.
Tra questi Thomas Seibert da ben 22 anni ad Ankara per Tagesspiegel, influente quotidiano della Germania.
Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha dunque alzato il tiro. Dopo aver imbavagliato la stampa turca vuole buttare fuori i media stranieri.
Articolo 21, che è parte dell’Advocacy Turkey Group insieme a organizzazioni sindacali e di difesa della libertà di informazione e di espressione, ha sottoscritto una nota congiunta per chiedere alle autorità turche di rispettare l’indipendenza dei media stranieri.
La nostra associazione si batte da tempo contro il bavaglio turco e ha seguito tutte le udienze dei vari processi a carico dei giornalisti arrestati con accuse di terrorismo o di presunti collegamenti con i promotori del tentato colpo di Stato del 15 luglio 2016.
In particolare siamo stati osservatori internazionali nel processo Cumhuriyet e abbiamo promosso azioni di solidarietà per chiedere il rilascio dei colleghi in carcere in Turchia, al momento 155, e continueremo a illuminare quella che è divenuto la ‘madre’ di tutte le sfide per la libertà di stampa.

Di seguito la nota congiunta dell’Advocacy Turkey Group

Due giornalisti tedeschi sono stati costretti a lasciare la Turchia domenica, 10 marzo 2019, dopo che i loro permessi stampa non sono stati rinnovati per il 2019. Senza alcuna spiegazione. Jörg Brase, un giornalista che lavora per l’emittente pubblica ZDF della Germania, e Thomas Seibert (come racconta lui stesso in questo articolo https://m.tagesspiegel.de/politik/bitterer-abschied-aus-der-tuerkei-mein-rauswurf-nach-22-jahren/24085062.html), reporter del giornale Tagesspiegel, erano corrispondenti a lungo termine nel paese.
L’ambasciata turca in Germania ha cercato invano di fare un accordo per far almeno sostituire i corrispondenti, i rapporti redattori di Tagesspiegel. Un terzo giornalista, Halil Gülbeyaz, collaboratore di NDR TV ha visto rifiutato la sua richiesta di accreditamento e non gli è stato permesso di tornare in Turchia.
Oltre alle recenti e continue intimidazioni, arresti e perseguimento dei giornalisti locali, la pressione nei confronti dei media stranieri in Turchia è cresciuta esponenzialmente. Questi incidenti non sono casi isolati, ma mostrano un approccio sistematico anche al silenzio e al controllo della copertura dei media indipendenti stranieri nel paese. Diversi giornalisti internazionali hanno subito intimidazioni o sono stati costretti a lasciare il paese già nell’ultimo anno. Altri ancora stanno aspettando il rinnovo dei loro accredito e potrebbero dover lasciare il paese. Senza i necessari permessi di lavoro non è possibile ricevere quelli di soggiorno.
Questi ultimi episodi, ancora una volta, segnano un forte e arbitrario affronto contro la libertà di stampa internazionale e gli organi di stampa indipendenti. È particolarmente preoccupante in vista delle elezioni generali di fine marzo.
Le organizzazioni sottoscritte chiedono alle istituzioni dell’UE una risposta significativa. Inoltre, sollecitiamo le autorità turche a revocare le decisioni, a fermare l’espulsione di giornalisti internazionali, a rinnovare le tessere stampa ai media stranieri e a rispettare la loro indipendenza.

La dichiarazione è firmata da:

European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF)
Article 19
Articolo21
Association of European Journalists (AEJ)
Cartoonists Rights Network International (CRNI)
Danish PEN
European Federation of Journalists (EFJ)
German PEN
Global Editors Network (GEN)
Human Rights Watch
International Press Institute (IPI)
Italian Press Federation
Norwegian PEN
OBC Transeuropa
PEN America
Platform for Independent Journalism (P24)
South East Europe Media Organisation (SEEMO)
World Association of Newspapers and News Publishers (WAN-IFRA)

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