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Sardegna. Elezioni regionali. Il centrodestra vince con Solinas col 47,8%. Ottimo secondo Zedda col 32,9%

 

Disastro M5S fermo all’11% (meno 300mila voti sulle politiche) e beffato dal Pd, primo partito

Di Beppe Pisa

Lo scrutinio si trascina a rilento ma i risultati delle elezioni regionali in Sardegna sono ormai chiari e aprono una questione dentro il Movimento cinque stelle. Ma anche nel centrodestra, con i ripetuti appelli di Forza Italia alla Lega a staccare la spina del governo giallo-verde. E, infine, anche nel centrosinistra dove si discute sulla formula del vecchio Ulivo apparsa valida, se non vincente, sia in Abruzzo che in Sardegna. Quando sono state scrutinate 1.824 sezioni su 1.840 Christian Solinas, candidato del centrodestra, è, con il 47,8% dei voti, a un passo dal diventare governatore della Sardegna. Massimo Zedda, per il centrosinistra, arriva al 32,9%, Francesco Desogus all’11%. La sorpresa è il Pd, che con circa 95mila voti e il 13,5% si attesta come primo partito della Sardegna, superando la Lega con 80mila voti e l’11,4%, il Partito sardo d’azione con circa 70mila voti e il 9,9% e il M5S (quarto partito dell’isola, e non il primo come ancora si propagandava nei tg Rai) con 68mila e il 9,7%. Dal punto di vista dei numeri assoluti, la sconfitta dei 5Stelle appare ancora più vistosa se si confrontano i voti delle elezioni politiche del 4 marzo 2018, quando oltrepassarono i 360mila voti, e quelli ottenuti meno di un anno dopo, il 24 febbraio 2019. Il M5S ha perso 300mila voti, un bottino enorme.

Il centrodestra celebra la vittoria

“Non appena ci sarà stato l’insediamento sarà mia cura convocare tutte le parti per affrontare col governo la questione della filiera del latte per una soluzione di sistema – ha detto Solinas in diretta a Sky Tg24 -. In questi cinque anni si dovrà vedere un impegno importante per restituire certezze anche sul rapporto tra urbanistica, ambiente e paesaggio. Tutela paesaggistica e ambientale è un valore, non una religione di dogmi inspiegabili. Vogliamo buonsenso”. Nel centrodestra la Lega si conferma il primo partito con l’11,6% (sorpassando Forza Italia che è all’8,1%), mentre ottiene un risultato importante anche l’Udc che supera il 4% dei consensi. Il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini esulta osservando che nelle ultime consultazioni la Lega “ha battuto il Pd 6 a zero” e ribadisce che “non è a rischio l’alleanza di governo”.

Il Movimento cinque stelle passa dal 42% delle elezioni politiche di un anno fa a poco più dell’11%. Da parte sua Francesco Desogus, candidato Cinquestelle, ha spiegato che “noi avevamo solo un movimento politico che portava avanti un programma, gli altri si sono inventati tante liste e listine: loro avevano 11 in campo contro un solo portiere dall’altra parte”. Sia Luigi Di Maio che lo stesso premier Giuseppe Conte assicurano che non ci saranno conseguenze sul governo.  La batosta elettorale in terra sarda è destinata a lasciare il segno sulla pelle del Movimento 5 Stelle locale e nazionale. Una parte della base M5S è in rivolta, pronta a far sentire la propria voce dopo il magro bottino ottenuto alle regionali da Francesco Desogus, il candidato grillino alla poltrona di governatore. E c’è chi è pronto a chiedere la ‘testa’ di Mario Puddu: a molti, infatti, non è andato giù l’attivismo dell’ex sindaco di Assemini – vincitore delle prime regionarie, ritiratosi dalla corsa a causa di una condanna per abuso d’ufficio – durante la campagna elettorale stellata. Il 10 marzo a Oristano si terrà una riunione del meetup con gli attivisti e alcuni portavoce locali. Sarà redatto un documento critico nei confronti dei vertici del Movimento per la gestione del M5S sardo. Un j’accuse che mette nel mirino, oltre a Puddu, anche lo ‘stato maggiore’ del M5S in Sardegna, da Emanuela Corda (deputata, capogruppo 5 Stelle in Commissione Difesa) a Pino Cabras. Tra i portavoce più critici si segnala Patrizia Cadau, consigliera comunale di Oristano già candidata alla carica di sindaco del Comune sardo. Intanto il capo politico Luigi Di Maio corre ai ripari accelerando sulla trasformazione del M5S. Il vicepremier respinge il confronto tra politiche e amministrative e saluta con favore l’ingresso del M5S nel Consiglio regionale sardo per la prima volta nella storia. “Il M5S è vivo e vegeto”, rimarca il leader grillino, che annuncia “importanti novità” tra domani e dopodomani per quanto riguarda la riorganizzazione territoriale del Movimento 5 Stelle. Intanto però la fronda dei dissidenti torna ad alzare la voce. “La leadership di Luigi Di Maio certamente va rimessa in discussione”, dice la senatrice campana Paola Nugnes. “Non credo – insiste la parlamentare ‘ribelle’ – che una riorganizzazione calata dall’alto sia la soluzione. Ci vuole una riflessione collettiva che porti ad una discussione profonda con proposte da valutare tutti insieme”.

Massimo Zedda, candidato del centrosinistra, rivendica in conferenza stampa il lavoro fatto, quel secondo posto che solo pochi mesi fa sembrava impossibile perchè, ha spiegato, “a ottobre rischiavamo il quarto o il terzo posto”. “Siamo riusciti non solo a giocare la partita – ha osservato Zedda – ma anche a ottenere il risultato del secondo posto che ha provocato l’apertura di una questione dentro il movimento Cinquestelle”.

“Il risultato dà la vittoria al centrodestra. Ho mandato un messaggio a Solinas per augurargli buon lavoro”. Lo ha detto il candidato del centrosinistra Massimo Zedda in conferenza stampa. Quanto alla possibilità di continuare a fare il sindaco di Cagliari Zedda ha detto: “Valuterò nei prossimi giorni che cosa fare. Se la percentuale è quella dove, nonostante tutto, si va sopra di tre punti, bisogna tenerne conto”. “Ci davano per inesistenti – ha aggiunto Zedda – invece ci siamo, eccome. Abbiamo battuto il Movimento 5 Stelle, la prossima volta batteremo il centrodestra”. “Il centrosinistra rischiava di scomparire e l’obiettivo era quello di comporre un campo di forze per essere ancora competitivi. Siamo andati ben oltre le aspettative dello scorso ottobre quando eravamo al terzo posto staccati nettamente da centrodestra e M5s”. Massimo Zedda ha sottolineato come il suo risultato, nonostante la sconfitta, “sia in controtendenza rispetto a quanto accaduto in campo nazionale”. Zedda ha ricordato: “per ora abbiamo battuto il M5s e la prossima volta supereremo il centrodestra”.

Speranza, “Segnale incoraggiante di ripartenza”

“C’è ancora tanto terreno da recuperare e tanta fiducia da riconquistare. Ma anche dalla Sardegna arriva un segnale incoraggiante di ripartenza. È sempre più urgente offrire un’alternativa credibile agli italiani. #Ricostruzione”, commenta il coordinatore nazionale di Mdp Roberto Speranza. Da parte sua, il Pd solleva il caso della faziosità del Tg1. Salvatore Margiotta, della commissione di Vigilanza Rai afferma: ”Per il Tg1 il M5S è il primo partito in Sardegna. Oggi la rete ammiraglia della Rai ha dato questa notizia, con tanto di dichiarazione di Di Maio. Una vera e propria fake news, inaccettabile. Il Tg1 continua a non rispettare il ruolo di servizio pubblico che è proprio della Rai”

 

Da jobsnews

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